Fed, BoE e Bank of Japan: l’attesa per le decisioni sui tassi d’interesse e le stime sulla crescita dell’economia 2026
Questa settimana sono in programma alcune riunioni dei vertici di diverse banche centrali, ma l'appuntamento più atteso sarà senza dubbio quello di mercoledì della Fed, il primo presieduto dal nuovo governatore Kevin Warsh. Non sono attese variazioni dei tassi, ma la riunione sarà importante soprattutto per cogliere l'impostazione che Warsh intenderà dare alla banca centrale americana e la sua posizione in un contesto caratterizzato da persistenti pressioni inflattive. Diversi membri della Fed hanno infatti espresso pubblicamente preoccupazione per il rialzo dei prezzi, mostrandosi favorevoli a un possibile aumento dei tassi in futuro. È inoltre probabile che non venga fornita alcuna forward guidance, ovvero nessuna indicazione prospettica, considerato che Warsh si è mostrato in più occasioni poco incline all'utilizzo di questo strumento. Nel corso della riunione saranno pubblicate anche le nuove stime su crescita e inflazione degli Stati Uniti.
Tra le altre riunioni in calendario spiccherà anche quella della BoJ, prevista per martedì, da cui è atteso un rialzo dei tassi di 25 punti base. La riunione sarà presieduta dal vicegovernatore Uchida, poiché il governatore Ueda è ricoverato in ospedale. Giovedì sarà invece la volta della BoE, la Banca d’Inghilterra, da cui non sono attesi cambiamenti dei tassi, anche se potrebbero emergere segnali in vista di possibili futuri rialzi. Sempre tra le altre banche centrali, martedì si riunirà quella australiana (Rba), con tassi che dovrebbero rimanere invariati e mercoledì toccherà alla Riksbank svedese, anch'essa orientata a lasciare i tassi fermi, e a quella brasiliana, da cui è atteso un taglio; giovedì sarà infine il turno della banca centrale svizzera (Snb), per la quale si prevedono tassi invariati. Non mancheranno inoltre diversi interventi di membri della Bce, tra cui e quello di Christine Lagarde che parlerà nella giornata di lunedì.
Oltre ai meeting delle banche centrali nei prossimi sette giorni avremo gli sviluppi della quotazione di SpaceX, la quale ha debuttato a New York alla grande con un rialzo di quasi il 20% rispetto al prezzo iniziale dell'Ipo. La calorosa accoglienza di Wall Street farà da preludio al successo di Anthropic, creatrice di Claude, e di OpenAI, sviluppatrice di ChatGpt, che si preparano a quotarsi in Borsa quest'anno con una capitalizzazione di mercato superiore al trilione di dollari. L'operazione SPaceX garantisce inoltre a Musk un enorme guadagno finanziario, dato che la sua partecipazione del 42% in SpaceX è valutata oltre 800 miliardi di dollari. Insieme alla sua quota di 280 miliardi di dollari nel produttore di veicoli elettrici Tesla, il suo patrimonio ha ora superato i 1.000 miliardi di dollari, il che lo ha reso il primo trilionario al mondo.
Sul fronte macro, non sono attesi numeri di particolare rilievo. Negli Stati Uniti, mercoledì saranno pubblicate le vendite al dettaglio di maggio, che dovrebbero rimanere stabili, mentre nell'area euro uscirà nello stesso giorno il wage tracker della Bce, l'indicatore sviluppato per monitorare l'andamento dei salari nell'area. Sempre il 17 giugno è atteso anche il dato sull'inflazione del Regno Unito, particolarmente importante in vista della riunione della BoE, mentre venerdì sarà la volta dell'inflazione giapponese, prevista in lieve accelerazione. Da segnalare inoltre che oggi prenderà inoltre il via in Francia il vertice del G7, che si concluderà mercoledì 17 e che assumerà particolare rilevanza alla luce di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran. Il primo ministro pakistano ha dichiarato che è stato raggiunto un accordo definitivo sul testo di un patto di pace tra Stati Uniti e Iran, poche ore dopo che Donald Trump aveva avvertito Teheran di «darsi una mossa». Un alto funzionario statunitense ha dichiarato che le due parti prevedono di firmare un accordo nei prossimi giorni a Ginevra. L'intesa riaprirebbe lo Stretto di Hormuz, revocherebbe il blocco statunitense e porterebbe allo smantellamento del programma nucleare iraniano, con gli Stati Uniti che riceverebbero il materiale arricchito. Inoltre l'intesa prevederebbe l'avvio di un «negoziato tecnico» della durata di 60 giorni. L'eventuale allentamento delle sanzioni avverrebbe gradualmente e dipenderebbe dai progressi dei negoziati sul nucleare, che avrebbero inizio una volta firmato il memorandum d'intesa.
15 giu 2026 | 08:25