Salgono a 4,094 miliardi di euro, in aumento del 4,8% a cambi correnti e del 6,7% a cambi costanti i ricavi del secondo trimestre 2026 di Hermès, portando il fatturato del semestre a 8,16 miliardi, in aumento dell’1,6% (+6,1 a tassi costanti) mentre la redditività operativa si conferma al 41% delle vendite. L’utile netto di gruppo è stabile a 2,24 miliardi, un livello che la maison definisce coerente con la propria struttura patrimoniale e con la capacità di generare cassa. «Nel primo semestre del 2026, Hermès ha registrato una solida performance, che riflette la forte appetibilità dei suoi 16
mestieri e la fiducia dei propri clienti» afferma il presidente Axel Dumas, sottolineando la fiducia con cui il gruppo guarda al secondo semestre.
Le Americhe sono la regione più dinamica, con un +8,9% a cambi correnti, seguite dall’Europa esclusa la Francia (+7,1%). La Francia cresce dell’1,8%, sostenuta dalla ripresa del turismo nel secondo trimestre. L’Asia nel complesso è in lieve flessione (-1,3%), con l’Asia-Pacifico escluso il Giappone a -1,2% e il Giappone a -2,1%, nonostante un’accelerazione nel secondo trimestre. Il Medio Oriente resta l’area più debole, con un calo dell’8,9%, pur mostrando «una notevole resilienza in quadro geopolitico instabile» si legge nella nota del gruppo.
Per quanto riguarda i comparti, la pelletteria conferma il suo ruolo centrale: +5,1% a cambi correnti, trainata dalla domanda per modelli come Cliquetis, Kelly Hobo e Double Longe e dall’espansione della capacità produttiva con il nuovo atelier di Loupes. La seta e i tessili avanzano del 4,8%, mentre la divisione casa e gioielleria cresce dello 0,8%. Il prêt-à-porter e accessori segna una flessione del 2,5%, i profumi e la bellezza scendono del 6,1% e gli orologi del 4,2%, con una ripresa nel secondo trimestre che attenua la debolezza iniziale.
Nel medio termine, nonostante le incertezze economiche, geopolitiche e monetarie a livello mondiale, il gruppo conferma un obiettivo «ambizioso di crescita del fatturato a tassi di cambio costanti». Un ottimismo ribadito anche da Dumas: «Convinti della solidità del nostro modello artigianale unico e con il controllo dei nostri equilibri chiave, guardiamo al secondo semestre con fiducia».