La famiglia Arnault stringe la presa su Lvmh attraverso un riassetto delle casseforti che racchiudono il controllo sul colosso del lusso francese. Financière Agache, cuore dell’impero degli Arnault, sarà fusa in una società di nuova costituzione, Agache Sca, che, a sua volta, promuoverà un’offerta pubblica d’acquisto su Christian Dior, la società quotata che detiene il controllo di Lvmh.
Il risultato dell’operazione sarà centralizzare in un’unica società il controllo di Lvmh, gruppo che controlla olte 75 marchi fra cui Louis Vuitton, Loro Piana, Bulgari e Tiffany. Agache Sca verrà infatti a detenere sia la partecipazione del 42% attualmente in mano a Christian Dior sia quella del 7% detenuta da Financière Agache. Nell’insieme, così, la nuova holding avrà il 49,76% del capitale di Lvmh e il 65,55% dei diritti di voto grazie alle azioni a voto speciale.
La fusione comporterà per Agache l’obbligo di promuovere un’opa sui titoli di Christian Dior che ancora non sono in mano alla famiglia Arnault. Si tratta di circa del 2,44% del capitale che, ai corsi attuali, vale 1,63 miliardi. Tuttavia, la famiglia Arnault non intende impossessarsene a ogni costo e ha già chiarito che i soci di minoranza che vorranno restare in Agache potranno non consegnare i loro titoli. In ogni caso, la nuova cassaforte di controllo di Lvmh rimarrà quotata alla Borsa di Parigi.
L’accomandita per azioni è una forma societaria scelta da molte grandi dinastie imprenditoriali perché consente di accentrare il controllo nelle mani di una o più persone - il soci accomandatari - lasciando agli altri azionisti - gli accomandanti - il godimento dei soli diritti economici. In passato, per esempio, è stata scelta dagli Agnelli per gestire l’impero Fiat.
Il fatto che la famiglia Arnault abbia scelto questo modello di governance lascia pensare che il patriarca Bernard abbia in mente di affidare la guida del gruppo a uno solo dei suoi figli. Per il momento, Bernard Arnault, 77 anni, manterrà comunque il ruolo di accomandatario di Agache sca, conservando quindi il potere di prendere tutte le scelte gestionali. I cinque figli potranno continuare a godere dei diritti economici che fra 2025 e 2026 hanno fruttato dividendi per oltre 1,1 miliardi di euro. Nell’attesa che Bernard scelga il suo successore.