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Malagò ha deciso, Pirlo non può essere il prossimo ct. Rabbia Maldini e Leonardo, sono pronti alle dimissioni

Malagò ha deciso, Pirlo non può essere il prossimo ct. Rabbia Maldini e Leonardo, sono pronti alle dimissioni

Un’altra giornata di passione. Giovanni Malagò riflette, ma Andrea Pirlo è sempre più lontano dall’azzurro della Nazionale, ormai quasi completamente bruciato. Il caso-Russia ha aperto la crisi che coinvolge anche Maldini e Leonardo. La situazione è fluida e in continua evoluzione. Il presidente federale, investito dall’ondata di indignazione politica nei confronti del candidato ct per la storia della sponsorizzazione in Russia, con tanto di viaggio a Mosca, sta cercando di uscire dal pantano.

Telefoni caldissimi nonostante la giornata festiva. Malagò ha spiegato in maniera esaustiva la situazione ai suoi manager, confidando in un atteggiamento costruttivo e maturo. Ma per adesso Maldini e Leonardo sono lontani dai pensieri presidenziali. Malagò nei lunghi confronti di queste ore è stato chiaro: Pirlo non può essere il ct della Nazionale e non per una questione tecnica, ma di opportunità. L’avvocato Viglione sta esaminando con attenzione le carte relative al contratto del tecnico con la società russa di scommesse, ma è quasi certo che oggi la trattativa con l’ex allenatore della Juve e della Sampdoria sarà interrotta in maniera definitiva

Maldini e Leonardo, però, non intendono fare passi indietro. Per loro l’allenatore della Nazionale, al netto della bufera di questi giorni, deve essere Pirlo. Altrimenti sono pronti a rassegnare le dimissioni. In ballo, fanno sapere, c’è la loro autonomia e il progetto su cui hanno lavorato in questi primi giorni azzurri. Ma sarebbe il caso, in un momento così, che i due manager facessero un passo in avanti sul piano della collaborazione per uscirne tutti insieme, provando a salvare la baracca traballante. Il presidente resta Malagò e la scelta definitiva deve essere la sua. Lo recita anche il regolamento. I contatti sono continui, ma in questo momento di piena bufera l’intesa tra gli uomini chiamati a risolvere la crisi è diventata fragilissima. E l’Italia del calcio è di nuovo tristemente sotto pressione.

Pirlo intanto aspetta, sempre più scoraggiato. Ieri il suo United Fc ha giocato e pareggiato 1-1 in amichevole a Salisburgo. Le novità arriveranno a breve, ma saranno negative. Malagò non ha più parlato con l’allenatore da venerdì e invece continua a tenere aperti i contatti con Maldini e Leo per provare a trovare una soluzione alla crisi. Perché intanto i giorni passano e l’Italia continua a non avere un allenatore. Roberto Mancini è la soluzione più logica, anche perché il preferito di Malagò: se Maldini e Leonardo facessero davvero un passo indietro, la scelta sarebbe quasi automatica. Primo Mancini, secondo Conte, la mini lista presidenziale. Più difficile individuare il profilo se la triade azzurra continuerà insieme il percorso perché toccherebbe ai manager indicare la soluzione.

Sono ore difficili, complicate, piene di tensione e possibili colpi di scena. Malagò ha fretta, anche perché sente montare la polemica. Questo pomeriggio alle 18 incontrerà a Roma le componenti, una riunione già programmata che proseguirà a cena e anticiperà il Consiglio federale di domani alle 12 in via Allegri. Il vertice informale servirà al presidente per fare il punto della situazione e rispondere ai dubbi e alle perplessità dei dirigenti. L’occasione per svelare la strategia definitiva.

Pirlo, intanto, dopo aver ricevuto mille critiche, anche feroci, ha ricevuto il sostegno, chissà se gradito, del generale Roberto Vannacci: «Non vedo questioni etiche, la sponsorizzazione non deve interessare a nessuno: cultura, arte e sport devono rimanere fuori dalla politica. Nel caso di Pirlo va valutata la competenza e non certo gli affari con agenzie varie. Come feci con Buttafuoco do anche a lui la mia solidarietà», il pensiero del leader di Futuro Nazionale. Non basterà a salvarlo.

27 lug 2026 | 07:11

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