Erano un'Allegra Brigata all'inizio degli anni '80 quei nove attori giovani, poi dopo qualche tempo è stata La Premiata Ditta (con Francesca Draghetti, Tiziana Foschi e Pino Insegno), in anni comici in cui si rivaleggiava con La Smorfia e con il Trio. "Tempi incredibili a guardare indietro - dice Roberto Ciufoli - che hanno dato popolarità grandi che ancora oggi ci portiamo dietro. Mi fermano per strada i ragazzi di allora che oggi hanno oltre 60 anni come me ma anche i trentenni che erano i più piccoli a vederci all'epoca in tv: eravamo il loro Carosello".
Alla masterclass che ha tenuto a Marateale 2026 ha raccontato i suoi inizi, i dissapori con il padre rappresentante di commercio che non voleva il figlio nello spettacolo, "che è il lavoro più precario. Dipendi da variabili diverse ma soprattutto dal gradimento del pubblico. La fame è il filo conduttore dell'arte, ma è anche una grande passione: io nel far ridere le persone trovo una soddisfazione enorme, i miei tempi comici sono naturali, sarebbe difficile impararli, ma quando riesci a entrare in contatto con il pubblico, avere uno scambio di energia allora è il massimo, ti senti una cura, una aspirina dell'anima". Poi certo c'è l'attore sul palco, "devi riuscire a dividere la tua vita dentro e fuori. Si va in scena in ogni tua condizione, a me è capitato anche con lutti gravi, i miei genitori e lo spettacolo la sera stessa della loro scomparsa.
Entri sul palco e sei super eroe, non sei più malato, non hai più preoccupazioni".
In tv ha lavorato tanto e ci torna con l'amico di sempre Pino Insegno, con Tale e Quale show, con il teatro gira l'Italia con grande successo, il cinema invece è un suo cruccio dichiarato.
"Non arrivo ai provini. Ogni tanto qualcuno si è distratto e mi ha chiamato ma sono eccezioni. Il problema è che i direttori dei casting non vanno a teatro, mai nessuno di loro in platea tranne forse all'Ambra Jovinelli a Roma. Al cinema - prosegue in un'intervista all'ANSA - vorrei lavorare di più ma a quanto pare il successo teatrale e quello televisivo con la Ditta sono considerati una sorta di marchio d'infamia che difficilmente si toglie. Il paradosso è che vedi un film inglese bello e dici 'eh certo, questi sono bravi attori di teatro', in Italia c'è un muro, forse una pigrizia di base nel chiamare sempre gli stessi.
E neanche a dire che non ho il pedigree: oltre agli spettacoli comici, ho lavorato con Luca Ronconi, ho recitato Brecht e Shakespeare". E di teatro intanto si va. Il 24 agosto a Cortina d'Ampezzo (dove è di casa, coinvolto in Cortinametraggio di cui conduce le serate) arriva The Man Jesus, il monologo scritto da Matthew Hurt, tradotto e adattato da Jacopo Rosso Ciufoli e diretto da Maurizio Panici, prodotto dal teatro Parioli, racconta la figura di Gesù attraverso gli occhi di chi lo ha conosciuto: Maria, Giovanni Battista, Giuda, Pilato e molti altri. Altre date nei prossimi mesi e poi la ripresa con varie tappe, in prossimità del Natale di uno spettacolo diventato un suo classico: A Christmas Carol, il musical da Canto di Natale di Dickens in cui Ciufoli è protagonista nel ruolo iconico di Scrooge, lo stesso che riporterà Johnny Depp al cinema in Ebenezer, il film di Ti West, presentato in questi giorni al Comic-Con di San Diego.
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