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'Si vive una volta sola', la 'funflation' non ferma i tifosi ai Mondiali

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Dai Mondiali ai concerti. La 'funflation' mette alla prova i bilanci di fan e tifosi, ma non li scoraggia in un'economia sempre più dominata dalla filosofia del 'si vive una volta sola'.
    Secondo alcune stime, un tifoso per due giorni a New York per assistere a una partita spende in media 720 dollari fra ristoranti e attività turistiche, senza contare il biglietto di ingresso allo stadio, che può superare agilmente i mille dollari. Alla Grande Mela va il titolo di regina del caro-Mondiali, seguita da Los Angeles, con una media di 520 dollari, e da Atlanta, con 400. Poi ci sono le spese per la partita. I biglietti costavano circa 800 dollari l'uno sul sito ufficiale di rivendita della Fifa, prima ancora che venisse annunciato il calendario delle partite. Il parcheggio il giorno del match varia a seconda della città: dai 175 dollari al Gillette Stadium, fuori Boston, ai 150 dollari a Miami, passando per 250-300 di New York. Senza contare, ovviamente, il costo del biglietto aereo per raggiungere gli Stati Uniti e per spostarsi nel Paese per seguire la propria nazionale.
    Nonostante la 'funflation', i tifosi non badano a spese per poter partecipare ai Mondiali americani che, oltre al calcio, offrono un intrattenimento in stile Super Bowl, aumentando l'appeal anche fra chi non ama il calcio. Da quando c'è stata la pandemia, la 'funflation' - l'inflazione del divertimento - è diventata un fenomeno economico senza freni. I tour di Taylor Swift e di Beyoncé ne sono una prova; i Mondiali, un'altra. Dopo mesi trascorsi in casa a causa del Covid, il 'fomo' - fear of missing out - domina le scelte dei consumatori che, anche se costretti ad attingere dai loro risparmi, non intendono rinunciare a nulla. 
   

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