(di Francesca Pierleoni)
Ci sono volute le scatenate creature
gialle in salopette blu per convincere George Lucas a entrare
(in voce) con un cameo da scoprire di Minions and Monsters di
Pierre Coffin, nuovo capitolo spin-off della saga animata
Illumination /Universal di Cattivissimo me (oltre 5.6 miliardi
di dollari incassati in totale con i precedenti film), in sala
dal primo luglio. Una nuova adventure family comedy che punta ai
grandi incassi estivi (nei quali finora stanno dominando i
giocattoli di casa Disney con Toy Story 5), trasformando la
storia del cinema e Hollywood in 'campi da gioco'. Un omaggio
costruito con 'apparizioni' o incursioni in scene iconiche, che
passa,fra gli altri, per i fratelli Lumiere e Melies, tanti geni
della comicità (fra gli altri Charlie Chaplin, Harold Lloyd,
Buster Keaton, Laurel e Hardy, Mel Brooks); mostri e alieni con
nobili origini o star di b movie; un'infinita serie di citazioni
da cult fra i quali Casablanca, Star wars, Quarto Potere, ET, Lo
squalo, It, Cantando sotto la pioggia Stranger Things e così
via. Chris Meledandri, fondatore e Ceo di illumination, "mi ha
chiamato con l'idea di un film sui Minions che cercano di
realizzare un film di mostri" ha spiegato Coffin, che dopo aver
codiretto molti film della saga, è per la prima volta alla regia
da solo. "Mi è piaciuta fin da subito perché sembrava molto
divertente e molto fedele alla loro natura. I Minions cercano
sempre di servire i sogni altrui, mentre questa volta potevano
scoprire un sogno tutto loro. Abbiamo subito pensato che
ambientarla negli anni '20 avesse senso, perché il cinema era
ancora agli albori. Era un mondo fatto di istinto e commedia
fisica, che ci sembrava il posto perfetto in cui collocare i
Minions". Un mondo visuale ricco, che si unisce nel film a un
racconto nel quale sono al centro, il valore dell'unione e
dell'amicizia, ma anche una delicata riflessione sulla
creatività, la lotta per i diritti (con le suffragette) e
l'inclusione, grazie anche a Ed, un Minion brillante e sensibile
che per comunicare ricorre a un linguaggio dei segni. La storia
ci riporta di nuovo indietro nel tempo, alla missione originale
delle creature gialle, trovarsi un capo supercattivo da seguire.
Dopo vari tragicomici incontri (da un ciclope a uno stregone
russo 'crea mostri'), i Minions approdano nella Hollywood degli
anni '20. La loro incursione involontaria nelle riprese di un
western diretto dallo stressato regista tedesco Max (in orginale
doppiato da Christoph Waltz, in italiano da Maccio Capatonda),
diventa il primo passo per diventare star del cinema muto. Una
carriera che viene stroncata dall'avvento del sonoro. Tuttavia,
non tutti i Minions sono pronti ad abbandonare il sogno del
cinema: il supercreativo James con gli amici Henry e Ed,
decidono di creare un proprio film...
"Per James i film diventano un modo per trasformare le storie
della sua immaginazione in realtà" ha sottolineato Coffin, che è
anche, la voce originale per quasi tutti i Minions e il
creatore del loro linguaggio nato da un mix di tante lingue.
"Questo mi è sembrato significativo perché è un modo
estremamente puro di concepire il cinema. James non pensa al
successo o alla tecnica. Pensa alla meraviglia di vedere
qualcosa che ha immaginato prendere vita e di poterlo
condividere con il mondo intero".
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