Nata vent’anni fa come rete informale tra università, diventata associazione nel 2007, Netval — Network per la valorizzazione della Ricerca, oggi raccoglie 113 soci tra i quali si contano 66 università, 14 enti pubblici di ricerca (tra cui, per citare alcune sigle, il Cnr, l’Enea, l’Iit, il Crea, l’Inaf...), 19 Irccs (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico) e 14 tra fondazioni e altri istituti ed enti che si occupano di innovazione. Lo scopo è rafforzare i collegamenti tra ricerca, imprese e istituzioni, diffondendo la cultura del trasferimento tecnologico e contribuendo a trasformare i risultati della ricerca in innovazione e crescita economica, con un programma di attività e progetti: un modo per far incontrare la ricerca, con i suoi risultati e i suoi brevetti, e le imprese o altri interlocutori interessati.
A breve, da mercoledì 16 a venerdì 18 settembre, Netval terrà a Brescia un importante appuntamento di incontro e di confronto, l’Annual Conference, giunta alla XIX edizione e dedicata quest’anno a intelligenza artificiale e trasferimento tecnologico: strategie, strumenti e nuovi orizzonti nella valorizzazione della conoscenza.
«L’Italia è tra i primi Paesi in Europa per la ricerca — ricorda la presidente Maria Chiara Di Guardo —. Quello che ci mancava un po’ era la capacità di creare opportunità concrete, ad esempio favorendo la nascita di startup, facendo formazione, insomma aiutando il sistema Paese. Netval nasce per creare consapevolezza, creare gli strumenti e creare le competenze: tra l’altro, è un bel modello di collaborazione tra atenei».
Tra i progetti più importanti promossi da Netval c’è la piattaforma Knowledge Share (progetto congiunto del ministero delle Imprese e del Made in Italy, di Netval e Politecnico di Torino), nata per facilitare il collegamento tra ricerca pubblica, imprese e investitori. Attraverso la piattaforma, brevetti, tecnologie, startup e spin-off della ricerca pubblica vengono presentati in modo strutturato, accessibile e orientato al mercato, favorendo l’incontro tra domanda di innovazione e offerta: le imprese possono esplorare tecnologie brevettate e anche competenze specifiche (si può navigare nell’Expert Wall scegliendo esperti certificati, o entrare nelle pagine dedicate all’innovazione al femminile, e molto altro), mettendosi anche in contatto diretto con i team di ricerca e condividendo le proprie necessità di innovazione. Prosegue Di Guardo: «Si tratta di un unicum in Europa, un patrimonio enorme: per fare un esempio, le imprese non devono cercare i brevetti in ogni singola università, ma li possono trovare lì, grazie a un motore di ricerca basato sull’AI. Proprio perché l’AI è così importante, le dedichiamo l’Annual Conference, cui partecipano tutti i soci».
Alla conferenza annuale, le tre giornate di panel con gli esperti approfondiranno i diversi aspetti dell’utilizzo dell’AI e del suo sviluppo: «Sul trasferimento tecnologico, l’AI ha un impatto a vari livelli, sia come contenuto che come strumento: può servire a potenziare l’industrializzazione di tanti settori, e consente di migliorare l’abbinamento tra domanda e offerta di tecnologia, usando un algoritmo». Molti panel saranno dedicati alla valorizzazione dell’AI come risultato di ricerca, altri al suo uso come strumento in diversi ambiti dell’innovazione, o alla regolamentazione e alle politiche europee in materia, ai cambiamenti nel lavoro professionale, e molto altro. «E poi — conclude la presidentessa di Netval, che aprirà la conferenza all’incontro inaugurale del 16 settembre all’Università di Brescia (aula 4, ore 14) — si racconteranno anche numerosi casi concreti: nelle conferenze annuali c’è sempre una dimensione molto operativa».