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Zerocalcare: 'Spero che le persone guardando Due Spicci si sentano meno sole'

Zerocalcare: 'Spero che le persone guardando Due Spicci si sentano meno sole'

Dopo Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà cattivo, Zerocalcare, all'anagrafe Miche Rech, torna dal 27 maggio, su Netflix con una nuova serie animata, in 8 episodi, da lui creata, scritta e diretta e che riprende il suo universo fatto di ansie quotidiane, amicizie complicate e malinconia generazionale. Ma nella nuova serie prodotta da Movimenti Production (parte di Banijay Kids & Family), in collaborazione con BAO Publishing, sembra avere qualcosa di diverso rispetto alle serie precedenti, mai come questa volta il celebre fumettista romano sembra mettersi a nudo per raccontare le difficoltà di una generazione e chiudere un cerchio: "Questa era l'idea delle serie precedenti - risponde Zerocalcare all'ANSA - i problemi si risolvono insieme; andando avanti abbiamo raggiunto un' età, me compreso, in cui devi fare i conti con il fatto che alle volte i lieto fine non ci stanno. Devi ricalcolare la traiettoria della tua vita con le carte che ti sono capitate in mano: questo era uno dei tempi di fondo che volevo provare a raccontare".

"Quando scrivo i dialoghi - risponde Zerocalcare - cerco sempre di attenermi a persone: a volte ci sono forzature a volte, più persone si uniscono in uno solo personaggio per motivi narrativi, però cerco sempre di pensare a come l'avrebbero detto in quella situazione". Zero, Secco e Sara sono cresciuti, invecchiati, e ora dovranno prendere atto non solo dei loro desideri e bisogni per il futuro, ma anche di tutti quei limiti che, a un certo punto della vita, emergono con prepotenza. Al salone del libro di Torino ha definito questa serie crepuscolare perchè?: "Sto attraversando - risponde il fumettista e autore - un momento della vita crepuscolare: ho 42 anni, faccio conti e bilanci, continuo ad essere percepito come il ragazzo, ma non lo sono più dal punto di vista anagrafico perlomeno, e questa serie lo rispecchia. Se uno guarda la prima "strappare lungo i bordi' se ne rende conto, c'erano molte aspettative inespresse. In Due Spicci i personaggi hanno preso atto di alcune cose e stanno cercando di convivere con il fatto che la vita non è quella che si aspettavano e lche l'amicizia da sola non basta".

Roma e il Circo Massimo hanno dimostrato una grande accoglienza con più di 10mila fan che hanno partecipato all'evento che, tra musica e videogiochi, ha lanciato i primi tre episodi della serie Netflix, con tanto di performance di Coez e Giancane che si sono esibiti, è stato contento?: "Ho provato - replica Zerocalcare - sentimenti contradditori. Il pubblico è sembrato contento, la musica era bella, personalmente io ho grandi difficoltà nel rapportami in queste situazioni". Su Due Spicci conclude: "Mi piacerebbe che la gente che la guarda una volta terminata, uscisse sentendosi meno sola, perché parla anche di fragilità, e solitudine". Due Spicci segue Zero e l'inseparabile Cinghiale, alle prese con un piccolo locale di quartiere che fatica a restare in piedi tra problemi economici, incomprensioni e vite personali sempre più ingestibili. A complicare una situazione già disperata ci pensa il ritorno improvviso di Smeralda, una figura del passato in cerca di un rifugio sicuro. Il titolo stesso, sembrerebbe giocare su una doppia valenza, i problemi finanziari reali e quei "due spicci di responsabilità" che la vita adulta ti costringe a rinegoziare. L'equilibrio già fragile del gruppo comincia a incrinarsi, costringendo tutti a fare i conti con responsabilità adulte e scelte rimandate troppo a lungo. Due Spicci è una storia che chiude un percorso narrativo iniziato nel 2021 e che ha visto idee nate su carta prendere vita in un flusso di coscienza capace di unire umorismo e dramma, strappando più volte risate e lacrime. Creata, scritta e diretta da Zerocalcare, la serie conferma Valerio Mastandrea nei panni (nella voce) dell'Armadillo. Gli otto episodi saranno disponibili su Netflix da mercoledì 27 maggio.

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