Doveva essere la classica intervista celebrativa, ma qualcosa non è andata per il verso giusto. O meglio, non è andata come avrebbe desiderato Sascha Zverev. Il botta e risposta tra L'Equipe e il campione del Roland Garros, dopo le classiche domande sulle emozioni di vincere il primo Slam, sull'infortunio del 2022 e sulla convivenza con il diabete, è andato su altre tematiche, con il giornalista che ha legittimamente chiesto a Zverev se avesse temuto che anche in Francia qualcuno potesse parlare della vicenda che lo ha visto accusato di violenza domestica su due ex, ricordando il precedente all'Australian Open, quando il pubblico di Melbourne si schierò apertamente dalla parte delle due accusate.
Dopo aver risposto a monosillabi alle prime domande sul tema, Zverev si è innervosito: «Non mi pare che questo sia quel tipo di intervista. E poi sa che è stato dimostrato che le accuse erano false? È la seconda volta che mi fa una domanda al riguardo. Penso che dovremmo fermarci qui, è meglio». Il tutto, anche dopo l'intervento del suo agente, presente durante l'intervista. L'Equipe ha comunque pubblicato l'intervista integrale, con tutte le domande e le risposte precedenti, ma in prima pagina — a differenza di quanto accaduto negli ultimi anni — ha scelto di mettere le ragazze del Metz, vincitrici della Champions League di pallamano.
«Quella di non dedicarmi la prima pagina non è una mia decisione — le parole di Zverev —. Ho fatto tutto il possibile e la mia innocenza è stata dimostrata». Sulla prima accusa, quella della ex fidanzata Olga Sharypova, c'era stata anche un'indagine dell'Atp che si era chiusa con un'insufficienza di prove. Dopo l'accusa di un'altra ex, Brenda Patea, il processo si è chiuso con un accordo che ha portato Zverev a pagare 200mila euro, senza però alcuna ammissione di colpevolezza.
Zverev aveva comunque espresso altri concetti, come quelli relativi al diabete: «Questa malattia non dovrebbe essere un limite per nessuno, voglio dimostrarlo ai bambini e ai loro genitori: è molto importante sapere che, nonostante il diabete, si possano realizzare i propri sogni. Si può diventare un grande atleta, un cantante, un attore: si può eccellere in qualsiasi campo».