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Zverev vince il Roland Garros, Cobolli lotta per cinque set ma deve cedere. Sascha conquista il primo Slam e scoppia in lacrime

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(Gaia Piccardi, inviata a Parigi) È stata una strepitosa corsa, palla al piede e testa alta come Francesco Totti, nel paradiso del tennis sulla terra battuta. Seminando qualsiasi avversario tranne uno, Sascha Zverev, finalmente capace del suo personalissimo Sturm und Drang a 29 anni, dopo aver lasciato passare qualsiasi occasione tranne l'ultima, un treno chiamato desiderio. La generosità di Flavio Cobolli, l'ex calciatore della Roma diventato top 10 del ranking Atp, non è ricompensata. Se gli slanci del cuore, in questo sport, fossero premiati, le coppe sarebbero tutte sue. Il Roland Garros disertato da Jannik Sinner (vittima di un crollo verticale al secondo turno) e Carlos Alcaraz (infortunato), invece, cede dopo quattro ore (6-1, 4-6, 6-4, 6-7, 6-1) alle lusinghe del tedesco che ha corteggiato a lungo i Major, senza venirne — fin qui — mai ricambiato. 

Zverev re di Parigi e campione Slam era il risultato più logico e scontato, però quanta fatica. Servono cinque set, il fisioterapista e lo psicanalista: Zverev è teso come una corda di violino e Cobollino non è da meno. Dopo la strepitosa finale dell'anno scorso, quel Sinner-Alcaraz con i tre match point annullati da Harry Potter al fuoriclasse del nostro tennis, ci accontentiamo di una partita brutta e bloccata, che si accende negli snodi decisivi di fiammate emotive, poca tecnica e moltissime emozioni, che la rendono notevole più dei punti vincenti giocati.

Per tre set è una finale zeppa di paure ed errori, che non andrebbe mostrata nelle scuole tennis. Però la generosità di Cobolli la tiene viva e palpitante mentre Zverev si prende le sue pause necessarie, cioè il tempo che gli serve per attraversare la sua foresta di fantasmi, fermarsi a parlare con ognuno di essi e uscirne bianco in volto come se questo, anziché la domenica del trionfo atteso da anni, fosse il giorno più brutto della sua vita. La tensione è da entrambe le parti della rete: Sascha ha tutto da perdere, Flavio sente l'emozione della prima finale Slam, è fisiologico, normale. Il break è immediato, infatti: nel primo set Zverev concede sul suo servizio appena cinque quindici, su quello dell'azzurro affonda come nel burro. 6-1 in 35'. Il numero tre del mondo, benché paralizzato dalla paura di vincere, è in controllo del match.

Ma è un'illusione, che svanisce in fretta. Il tedesco arretra in risposta sui teloni, Cobolli si accomoda dentro una situazione di cui doveva prendere le misure. Il lunghissimo settimo game, concluso da un dritto che Zverev scaglia direttamente nella Senna accapigliandosi subito dopo con padre e fratello, ribalta l'inerzia della partita. Adesso è Cobolli a comandare, mentre il favorito aspetta l'errore prigioniero di una passività sconcertante, che diventa cupio dissolvi. 4-3 Italia, 5-4 e 6-4 con Zverev in totale confusione mentale, incapace di prendere l'iniziativa. È con questi presupposti che inizia il terzo set. Ma nel quarto game, al servizio, Flavio ha un calo. La sua seconda non oltrepassa i 140 km all'ora, è attaccabilissima. Con un improbabile serve and volley, l'azzurro tiene la battuta. Però la situazione di fragilità si ripete sul 5-4 per l'avversario: questa volta la palla break è un set point. Nemmeno Zverev riesce a non approfittarne: con la complicità del rivale che, rimasto senza prima palla, mette un dritto largo, si annette il set 6-4.

È in vantaggio due set a uno, ma Zverev non riesce a trovare pace né sollievo. Lo dimostra il break incassato al primo gioco, con due doppi falli letali. Ha un sussulto di vita al sesto, quando gli servono quattro palle break e una risposta in rete di Cobolli per rimettere le cose in parità. Ma non dura. Al confine della disperazione, il tedesco si butta a rete, sbagliando una volée scolastica di rovescio. Altro break: 4-3 Italia. Cobolli è un leone, questa situazione lo esalta: grida, si batte il petto, chiama gli applausi. E il centrale del Roland Garros risponde. «Io resto qui» fa segno a papà Stefano, che lo allena non senza scontri e difficoltà. È uno spicchio di tribuna tutto azzurro ad incitare Flavio: ci sono il manager Fabio Fognini, la fidanzata, il fratello, l'amico del cuore e angelo custode Edoardo Bove, tornato a giocare in Inghilterra dopo l'arresto cardiaco. Sul 5-4 per l'azzurro, Zverev all'improvviso riemerge dalla sua emotività e si ricorda di essere numero 3 del ranking dietro Sinner e Alcaraz: piazza due grandi lungolinea nel sette, uno di dritto per la palla break e uno di rovescio per il break. 5-5. Tutto da rifare. E per di più, con un inizio di crampi: entra il fisioterapista, massaggia le cosce del tedesco. La logica conclusione del set è il tie break. E lì succede di tutto. Zverev sale 3-1, è convinto sia fatta. Il primo titolo Slam della carriera, alla quarta finale, è dietro l'angolo. Però Cobolli, rianimato dalla lotta, non è d'accordo: risale 3-3, sorpassa 5-3 grazie a un doppio fallo di Zverev che sarebbe piaciuto a Sigmund Freud, scappa 6-4 con una venefica smorzata, regala il punto del 6-5 con un'assurda volée messa in corridoio a campo apertissimo. Non è più sport, è psycho-tennis. Ma c'è un altro set point per il romano: è un gran dritto in lungolinea di Flavio ad allungare la vicenda al quinto. Dall'inizio di questa seduta psicanalitica, sono passate 3h31'.

Ormai si gioca sui nervi, prendendosela con i rispettivi genitori. Zverev sempre più rigido e fermo sulle gambe, si rifugia nelle palle corte. Strappa il break in avvio di quinto set a un Cobolli furibondo: «Tu non mi devi parlare!» grida Flavio al suo angolo, improvvisamente diventato nemico. Gli errori si susseguono però; adesso, reduci come siamo da un tie break da brividi, l'elettricità in campo trasforma ogni punto in un quindici da cineteca. L'unico antidoto alla stanchezza, a questo punto, è l'adrenalina. Però il tennis a livello Slam è quello sport in cui, in genere, tre set su cinque prevale il più forte e Zverev, pur semovente, ha sussulti da top 3. Cancella una palla break e tiene il servizio: 2-0. Raccoglie ogni stilla di energia residua di fronte all'ultima, enorme, occasione della carriera. Cobollino, nel frattempo, è stanco. Gioca come se fosse stato lasciato solo dalla sua squadra, abbandonato a se stesso. Zverev allo stremo intuisce il momento. Lo chiama a rete, lo passa. È il secondo break (3-0) a indirizzare set e partita. Sul 5-1, Alexander Zverev da Amburgo, detto Sascha, può finalmente lasciarsi andare al pianto liberatorio che lo libera delle tensioni di un inseguimento infinito. L'ultimo smash di Cobolli, steccato, si perde nel Bois de Boulogne. Cinquant'anni dopo il suo 1976, Adriano Panatta scende sul centrale per premiare un tedesco che viaggia in ritardo, però finalmente pacificato. Non il finale di favola che sognavamo, però c'è una giustizia superiore a qualsiasi umano desiderio, con cui fare i conti.

«Complimenti a Flavio, la tua prima finale Slam. Hai avuto due settimane incredibili, non sono in tanti a giocare una finale così e dal profondo del mio cuore mi auguro un giorno riuscirai a stringere questo trofeo. Mi piace sempre parlare con te e il tuo team, sono sicuro che ce la farete un giorno». Così Alexander Zverev, dopo la consegna della coppa. E dopo i ringraziamenti di rito alla direttrice del torneo Amélie Mauresmo, e al pubblico, racconta: «Questo campo è speciale per me e per tantissimi motivi. Ho avuto il momento più bello e anche il peggiore della mia vita, con due fratture e diversi legamenti rotti quattro anni fa e una finale persa due anni fa. Ora c'è un finale a lieto fine, ma senza di voi non avrei vinto questo torneo». «Infine grazie al mio team, il più longevo del mondo. Non riesco a liberarmi di mio papà, che è lì da 29 anni. C'è anche mio fratello, il mio preparatore che è con me dal 2014. Abbiamo perso spesso, ma alla fine siamo campioni Slam ed è quello che conta», ha concluso Zverev».

Le parole di Cobolli alla premiazione, con sincerità. «Non è facile parlare in questo momento, ma se qualcuno mi avesse chiesto chi si meritava di più il titolo avrei detto il nome di Zverev. È stato un onore condividere il campo con lui, sono felice per lui, ma anche un po' triste perché ci sono andato vicino. Non mi sarei mai aspettato un risultato simile, so che sono ancora giovane e che non è finita».
«Ringrazio la Federazione francese e la direzione del torneo, è lo Slam migliore per me e sono state le due settimane migliori della mia vita. Un grazie anche al muro azzurro che ha cercato di aiutarmi nel corso di tutta la partita», prosegue il tennista romano, un po' condizionato dalla presenza di Adriano Panatta, presente sugli spalti e protagonista nella premiazione dei due giocatori: «Mi sono sentito un po' sotto pressione e non è stato facile giocare davanti a te, complimenti per la carriera che hai avuto».

Il finalista abbraccia teneramente Panatta e si prende le pacche sulle spalle. Sorride: impensabile per lui essere arrivato fin qui. 

Scorre un video che ricorda la finale di 50 anni fa

Intanto, sullo Chartrier entra la Coppa dei Moschettieri

Demoralizzato, Flavio commette subito due errori di rovescio, poi un doppio fallo offrendo tre punti del torneo a Zverev. Ne annulla uno aiutato — una volta tanto — dal nastro, poi sbaglia l'ultimo smash e Zverev, in lacrime, è campione di Parigi. In 4h19' il tedesco conquista il suo primo Slam scoppiando in lacrime.  La gioia, ma forse anche il ricordo del tremendo infortunio del 2022.

Flavio prova a spingere con il dritto, ma Zverev lo fa correre e il colpo dell'italiano finisce in corridoio. Subito dopo però l'azzurro gioca un passante di rovescio in diagonale, ma Zverev con un servizio profondo di nuovo a 215 km/h trova il 30-15.Con uno smash approssimativo trova il 40-15, e un rovescio di Cobolli in rete chiude ogni discorso su una possibile rimonta.  

Con un dritto fortunoso, una volée bassa, una palla corta e una prima vincente, Cobolli muove il punteggio. Ma sembra essere troppo tardi, ormai. 

Mentre inizia la quinta ora di gioco, Zverev torna a servire a tre soli game dal trionfo cui tanto ambisce. Il 29enne tedesco sarebbe al suo primo Slam — come Cobolli, del resto. 

​Inizia con un rovescio d'attacco che finisce in corridoio, pareggia attaccando a rete con il rovescio e trovando la risposta in rete di Cobolli; poi il tedesco sbaglia di nuovo con il rovescio, mettendolo in rete per due volte,  offrendo due palle break per ridurre le distanze. Zverev cancella la prima forzando sul rovescio di Flavio (finito ancora sotto al nastro), poi dopo uno scambio ad altro tasso di spettacolarità Cobolli sbaglia un'altra volta lo smash decisivo. 

Ai vantaggi arriva un doppio fallo, il nono, con il puerile tentativo di chiede al giudice di sedia di rivedere una palla uscita di almeno due centimetri. La terza palla break  è cancellata comunque di smash. Alla stessa stregua si porta in vantaggio e chiude il game. 

Flavio prova a partire aggressivo, ma inizia spedendo lungo un rovescio. Rimedia vincendo uno scambio sottorete dopo una sua smorzata,  ma torna ad inseguire con un rovescio moscio che non passa la rete: 15-30. Un altro rovescio finisce in corridoio offrendo al tedesco due palle del doppio break: salva la prima attaccando da lontano e inventando una controsmorzata splendida, ma Zverev lo fulmina con altra palla break e passante. 

Arrivano due terribili doppi falli consecutivi per il tedesco, il settimo e l'ottavo, in apertura di turno.  Accorcia con un servizio vincente, aiutato dal nastro sul dritto di Cobolli, e con un'altra prima centrale trova il 30 pari. Con un rovescio in diagonale troppo lungo, in uno scambio prolungato, concede la palla del contro break

La cancella con un bel passante di rovescio dopo una palla corta su cui l'italiano era arrivato, e con un'altra palla corta in demi-volée si porta in vantaggio. Cobolli annulla con un gran dritto dopo una risposta sui piedi. Con un altro dritto fulminante e con una vincente, il tedesco consolida il break. 
​Superate le 3h50' di gioco. 

Dal 15-40 Flavio risale alla parità, ma cede il break in apertura del quinto set.

Con una splendida palla corta Cobolli si procura due set point: sulla prima  occasione, sul suo servizio, sbaglia clamorosamente il più facile degli smash, sul secondo in break infila in contropiede e si va al quinto set.  Questo è solo il quarto tiebreak che Zverev perde al Roland Garros, su 31 disputati: una media impressionante.

Flavio con un grande dritto sul rovescio del tedesco si riporta in vantaggio, con il terzo punto consecutivo; Zverev commette poi un inopinato doppio fallo per il 5-3, ma con un rovescio accorcia le distanze. 

Zverev dopo aver preso tre righe di fondo gioca una palla corta, cui Cobolli riesce a rispondere, ma non arriva sulla risposta successiva mettendo palla in rete, ed è 1-3;  Il 24enne azzurro riesce però ad andare a segno spingendo sulla sinistra, e Zverev mette poi fuori una brutta risposta per il tre pari. 

Con un grandissimo passante incrociato Flavio strappa subito il mini-servizio al tedesco dopo aver subito per tutto lo scambio; il dritto dell'azzurro però sul punto successivo si stampa in rete, e dopo un appassionante scambio a rete il suo passante viene deviato fuori dal nastro. 

Flavio apre con il quarto ace, poi con una prima vincente forza l'errore di dritto del rivale; con una smorzata sbagliata seguita da una stop volley trova un altro errore, stavolta con il rovescio in rete di Sascha. E con l'ace n. 5 si regala il tiebreak. 

Zverev avverte dolori a una coscia e prende una pastiglia. L'arbitro gli dà un warning per servizio ritardato. In ogni caso, il tedesco con un dritto vincente sulla riga e vincendo un duello a rete si porta sul 30-0. Poi un rovescio di Cobolli in rete vale il 40-0, prima di un'ottima risposta del romano. Sul punto successivo, Zverev sbaglia un altro smash con la palla che rimane nel suo campo, ma chiude con il sesto ace (molto discusso). Adesso Flavio serve per rimanere nel match. E per sperare ancora nel torneo. 

Dopo un dritto esterno rimasto dentro non si sa come, Cobolli non trova il rovescio lungolinea e rimane sotto 0-15. Zverev trova poi uno straordinario dritto a prendere in contropiede Flavio per lo 0-30. Cobolli non si perde d'animo — anche se fatica a trovare la prima — e sul lungo scambio successivo il primo a sbagliare, di dritto, è il tedesco. Il nastro aiuta Cobolli portando fuori un dritto di Zverev che chiedeva solo di essere messo a terra, e sul 30-30 Flavio ritrova la prima ma Zverev con un gran dritto lungolinea va di nuovo a palla del contro break. Cobolli intanto fatica a correre. Il tedesco va di nuovo a segno con il dritto lungolinea e si ritorna on serve

Zverev torna alla battuta per rimanere nel set,  e approfitta prima di un errore in rovescio di Flavio, poi mette una prima a uscire vincente. Ottima quella centrale per il 40-0, e ottima anche la seconda successiva. ​Ora Cobolli serve per portare la partita al quinto set. 

Un dritto vincente di Flavio e una smorzata ottima di Sascha per il 15 pari; l'azzurro perde poi il controllo di un rovescio, ma lo stesso fa il tedesco subito dopo su una seconda non irresistibile. Idem per il punto del 40-30, finito ampiamente in corridoio. Ma Cobolli subito dopo ha a disposizione uno smash con campo libero e riesce a sbagliare per due volte, portando il turno ai vantaggi.

​Dove, ancora su una seconda di Flavio, Zverev spedisce il rovescio in corridoio. Stavolta, dall'altra parte. Cobolli chiude poi con una discesa a rete e il nuovo break è consolidato. Tre ore esatte di gioco. 

Ora Zverev appare galvanizzato e di servizio e volée di rovescio si porta sul 15-0; Cobolli pareggia con un passante lungolinea su cui Sascha sbaglia il dritto, poi il tedesco sventaglia anche un rovescio oltre il fondo per il 15-30. Sulla seconda di servizio Zverev prova il serve and volley e viene fulminato dalla risposta in lungolinea di Cobolli: altre due palle break. E di nuovo è Sascha a sbagliare il serve and volley. 

Dopo 2h42' di gioco, torna alla battuta Cobolli e debutta con un doppio fallo, il primo per lui in questo set e il secondo in totale. Gli scappa poi un dritto lungo sullo scambio successivo, e si ritrova sotto 0-30. Zverev si procura la tripla palla del controbreak con una grande risposta. Sul punto successivo infila un dritto in rete, poi Flavio trova una grande prima vincente, e pareggia con un servizio e doppio dritto eccezionali. 

​Ai vantaggi però Cobolli stecca subito un dritto, e poi sulla seconda di servizio sbaglia un rovescio. Si ritorna on serve. 

Flavio in risposta cerca un rovescio vincente ma trova solo la rete, poi manda largo un dritto. Accorcia però con un back lungolinea sul lato del dritto del tedesco. Zverev è fortunato sul punto successivo, una steccata che trova la linea, ma Cobolli con un'altra risposta di dritto sulla prima del tedesco rimane a contatto. Zverev chiude con una prima vincente sul lato del rovescio di Flavio e può rifiatare. 

Dopo uno scambio prolungato, con Zverev che comanda il ritmo sulla seconda di servizio, un dritto di Flavio termina in rete. Sulla prima successiva però il nuovo top ten gioca una palla corta su cui il tedesco arriva in ritardo. Con un'ottima prima di servizio Cobolli si mette in vantaggio, ma commette un gratuito con il dritto. Zverev tenta poi una corta inutile e anche piuttosto stolida, e viene infilato in contropiede; Cobolli chiude poi con una prima vincente. 

Con un errore di Flavio, un servizio e dritto, un servizio vincente e un ace Zverev muove il punteggio nel quarto set. 

Una prima centrale e una volée, schema replicato con battuta a uscire per il 30-0 di Flavio. Gli resta poi in rete un dritto in corsa, poi beffa Zverev con un rovescio lungolinea. Chiude con il punto successivo con una stop volley. 

Superate le 2h20', Zverev debutta con una prima vincente, seguito però dal suo quarto doppio fallo. Scendendo a rete il tedesco sbaglia una palla corta e Cobolli lo infila con un passante in diagonale, e lui reagisce con un altro doppio fallo per il 15-40. Con un dritto spedito in corridoio, concede a Cobolli il break

Una grande prima di servizio, poi un servizio inside per Cobolli in apertura. Sul 30-0 gli scappa lungo un dritto, e subito dopo alza troppo delle palle a beneficio del dritto teso del tedesco. Sulla seconda di servizio Zverev risponde al corpo e conquista una palla break che è anche set point. con un dritto in corridoio consegna al tedesco il secondo set. 

Con palle nuovo arrivano subito il terzo e il quarto ace per Sascha, seguiti da un lungolinea cui Cobolli non riesce a rispondere in campo. Poi Cobolli manda un segnale con una gran risposta vincente sulla prima del tedesco. Ma Zverev si impone vincendo una eccezionale battaglia di palle corte.  Flavio dovrà servire per allungare il secondo set.  

Flavio rimedia a un dritto troppo largo con una smorzata su cui Alexander arriva in ritardo; poi di servizio e dritto forza un errore del tedesco. Tenta di sorprenderlo di nuovo con un'altra palla corta, ma la lettura del n. 3 del mondo è ottimale e con un dritto in contropiede pareggia. Nuovo attacco dopo una seconda, e a rete arriva il 40-30, poi con un grandissimo schiaffo  lungolinea chiude i conti. 

Sascha mette a segno uno splendido rovescio al volo, seguito da un servizio e dritto scendendo a rete e da una prima vincente a 220 km/h.  Chiude con uno splendido rovescio. 

Dopo un errore con il rovescio, Zverev inventa uno splendido passante incrociato. Flavio torna avanti di servizio e dritto, poi infila una prima vincente. Dopo uno scambio prolungato gli scappa lungo un dritto per il 40-30, e di nuovo di servizio e dritto chiude il gioco. Scoccano le due ore. 

Zverev inizia con servizio e volée di rovescio in smash, Cobolli risponde di palla corta.  Il tedesco torna avanti con un facile dritto in contropiede e chiude con due prime vincenti. 

Con un dritto sulla riga e con un errore gratuito di Flavio, Zverev scappa sullo 0-30. Cobolli accorcia stringendo un gran cross di dritto, ma si trova in difficoltà tentando un passante incrociato di rovescio che si perde in corridoio e che vale la doppia palla break. Con una seconda vincente ne cancella una, e con una seconda e volée corta da rete pareggia. 

​Ai vantaggi arriva un altro regalo sulla risposta sulla seconda, e un dritto splendido in diagonale del romano che finisce sulla riga chiude il turno. 

Il tedesco prova ad accorciare gli scambi e si porta facilmente sul 40-0. Commette il suo terzo doppio fallo,  ma chiude con una seconda centrale che forza l'errore di dritto di Cobolli. 

Con una palla corta seguita da un rovescio lungo linea Flavio si porta in vantaggio; subisce poi un'ottima risposta del tedesco ma non si scompone e con una seconda angolata causa l'errore di dritto di Zverev. Il tedesco sbaglia poi un rovescio dal fondo per il 40-15. Uno lungo di Flavio vale il secondo punto del tedesco, ma un'eccellente prima a uscire chiude il turno. 

Sulla seconda di servizio del n. 3 del mondo Flavio debutta giocando una gran palla corta; stecca poi la risposta sul servizio successivo. Zverev poi mette a segno un servizio vincente e una gran contro risposta di rovescio, e di servizio e dritto chiude il turno ai 15.  

L'esordio nel game è una risposta di Zverev sui piedi di Cobolli, ma Flavio non si scompone e con la seconda di servizio e un dritto in contropiede pareggia. Realizza poi il terzo ace, e conquista due set point con un ottimo rovescio lungo linea. Attaccando a rete, chiude lo specchio al rivale e vince il secondo set. È passata un'ora e mezza. 

Prosegue, ma in modo meno pesante di prima, il momento di appannamento di Zverev che sul 15 pari (il punto azzurro uno splendido passante a uscire), sbaglia un dritto incrociato. Rimedia con un altro diagonale che trova Cobolli sbilanciato,  poi si prepara a chiudere il game con uno smash. 

Cobolli agguanta l'égalité con una eccezionale risposta sulla prima del tedesco, ma con una volée in allungo Zverev a rete torna avanti. Flavio vince allora un duello a rete per la nuova parità. Sascha risponde con il secondo ace, e di nuovo viene fulminato da una risposta di Flavio. Il romano tenta poi una palla corta, ma non supera la rete.

​Zverev, però, sbaglia un semplice dritto spedendolo in corridoio per la quarta deuce, ma rimedia con una splendida smorzata. Chiude poi scendendo a rete un game durato oltre 9'. 

Zverev forse accusa un calo di concentrazione dei suoi, e Cobolli approfitta di un suo rovescio inspiegabilmente lungo. Cobolli però sbaglia poi un dritto lungolinea. Non sbaglia però il diagonale successivo, né la palla corta seguita da un passante in diagonale. Un nastro accomoda la palla a Zverev per un dritto violento sul 40-30, ma Cobolli chiude il turno con un grande smash, e ora Zverev va a servire per allungare il set. ​

Con una contro smorzata Cobolli riesce ad accorciare sul 30-15, poi con un passante di rovescio lungolinea di quelli visti già contro Auger-Aliassime trova il pareggio. E ad andare addirittura a palla break con una risposta sui piedi di Zverev che il tedesco stampa in rete. Nonostante un enorme salvataggio, Cobolli non riesce a sfruttarla, e spostato a margine da Zverev, manda lungo un lob. 

Ai vantaggi il tedesco si porta avanti di servizio e smash ma commette anche doppio fallo, il primo per lui. Arriva però anche il suo primo ace, ma Flavio risponde con un'eccellente smorzata in diagonale. Dopo la terza égalité, il tedesco fa lo stesso con una palla corta ma sbaglia un rovescio in attacco.  E commette il secondo doppio fallo, per la seconda palla break. E Cobolli passa a condurre, perché il tedesco manda in corridoio il dritto successivo. 

Flavio apre il turno con il secondo ace, poi Zverev sbaglia un rovescio per il 30-0, seguito da un altro errore di dritto sulla seconda dell'italiano. Cobolli commette poi un errore col dritto dal fondo, e sullo scambio successivo Zverev si porta col 40-30 con un rovescio lungolinea spettacolare. Ma un'ottima prima vincente di Flavio chiude i conti. Sta per scoccare l'ora di gioco. 

Sascha con uno smash salva un attacco di dritto cui aveva risposto molto bene Cobolli; poi l'azzurro, preso in contropiede, manda lungo un suo rovescio. Il tedesco va poi a segno con una prima al centro e  chiude con un dritto lungolinea senza problemi. 

Con due ottime prime, una vincente e una seguita da una bella palla corta, Flavio va sul 30-0. Il tedesco reagisce con una risposta vincente sulla seconda, ma poi manda lungo un rovescio per il 40-15. Cobolli chiude in smash, 

Due dritti vincenti e un errore di rovescio di Cobolli proiettano Zverev sul 40-0; un altro splendido dritto in diagonale gli permette di tenere il game a zero. 

Con una buona prima Cobolli causa l'errore di rovescio di Zverev in avvio, ma subito dopo sbaglia una palla corta; rimedia con una gran prima a 210 km/h, poi con un dritto all'angolo a destra del tedesco che forza un errore di dritto. Chiude con il primo ace dell'incontro

Un errore di dritto per il tedesco, seguito da due ottime prime al centro e da una esterna. Cobolli prova a rimediare sul punto successivo con un lob a scavalcare Sascha sceso a rete, a la palla esce di un niente. Il game si chiude con un dritto in diagonale in corridoio di Flavio. 

Un'arma che non è stata particolarmente efficace nel primo set per Cobolli, con tre break. Serve molto di più per provare a contrastare il n. 3 del mondo, grande favorito di giornata. 

Flavio in avvio sbaglia una volée scendendo a rete, non superando la rete, ma riesce a pareggiare. Zverev torna però avanti aiutato dal nastro che smorza la palla, e l'italiano deve rimediare con la prima. Peccato che subito dopo metta in corridoio un rovescio, offrendo il primo set point e in break: Zverev chiude con uno splendido dritto in diagonale il primo set in 35'. 

Il tedesco sta giocando molto da fondo campo: stecca un dritto in apertura di gioco, Cobolli gli restituisce «il favore» spedendo un rovescio oltre la linea di fondo. Un altro errore con la palla troppo bassa di Zverev vale il 15-30, ma rimedia con un dritto terrificante e scendendo poi a rete. Un errore di Cobolli di Rovescio vale il 40-30, e un altro attacco a rete gli permette di consolidare il doppio break.  Superata la mezz'ora di gioco. 

Per due volte Flavio si ritrova a inseguire di un 15, mandando troppo lunghi i suoi colpi; poi si vede negare da un giudice di linea una prima vincente e perde lo scambio successivo concedendo di nuovo due palle break. Tentando una smorzata che non va, perde di nuovo il servizio. 

Ancora con una serie di ottime prime e aggredendo a rete,  Zverev tiene il turno ai 30. Molto basse le sue traiettorie, a differenza di quelle del romano (che però trova dei passanti eccellenti).  

Flavio viene tradito dal nastro mentre tenta un cambio lungolinea, ma un dritto in corridoio di Zverev pareggia i conti; uno strepitoso lungolinea all'incrocio delle righe permette all'azzurro di tornare in vantaggio, e un nuovo errore in diagonale del tedesco vale il 40-15. Con un ottimo servizio e dritto Cobolli muove la classifica. 

In apertura di gioco Flavio riscatta l'errore sulla palla corta precedente, poi Zverev sfodera una prima vincente e un servizio e una volée di dritto; allargandosi il campo sulla destra di Cobolli, si procura due chance per consolidare e lo fa subito con un'altra vincente. Quattro prime su cinque punti per lui. 

Già sotto 0-15, Flavio commette il suo primo doppio fallo. Poi, su una seconda di servizio, Sascha sbaglia una risposta di rovescio, ma un dritto di Cobolli finisce troppo lungo e si inizia con due palle break: un errore in risposta, questa volta con il dritto, cancella la prima, un rovescio messo in rete dal tedesco la seconda. Ottima, su questo scambio, la difesa del romano. 

Ai vantaggi, Flavio mette due volte il naso avanti di servizio e dritto, e due volte viene ripreso (una fortunosamente con un doppio nastro di Zverev). Poi, con un dritto spedito in corridoio dopo uno scambio lungo, arriva la terza palla break. Cancellata con una prima vincente. La quarta, però, è figlia di una pessima palla corta ed è seguita da una steccata. Game durato 8' in apertura. 

Inizia la finale del Roland Garros 2026. Il nome sull'albo d'oro sarà nuovo. 

Ovazione per entrambi, l'azzurro è il primo a entrare in campo, e sfiora con la mano sinistra la targa dell'albo d'oro dove il 2026 è ancora da riempire. 

Consueta divisa nera per Sascha, e bianca e violetta per Flavio. 

Ballerini con il tema dei colori del campo — arancione terra rossa e bianco come le righe — sollevano la coppa per presentarla mentre  il tricolore blu, bianco e rosso si alza nel cielo francese. Termina così la fase di introduzione del match, che dovrebbe iniziare a questo punto alle 17.20 come ieri le donne. 

Quella dello scorso anno tra Alcaraz, vincitore, e Sinner, in 5h29' è stata la finale più lunga nella storia del torneo.

Intanto, sullo Chatrier, ecco sua maestà la Coppa dei Moschettieri

Da domani, mal che vada, Flavio Cobolli si sveglierà numero 10 del mondo, suo miglior ranking. Ma se dovesse andare bene, sarebbe addirittura il n. 5 del mondo alle spalle di Sinner, Alcaraz, Zverev e Auger-Aliassime. 
​Il tedesco, invece, rimarrà in ogni caso n. 3 del mondo. 

Dopo i 687.249 spettatori accolti nel 2025 a Porta d'Auteuil, il presidente della Federtennis francese Gilles Moretton ha annunciato che quest'anno è stata superata la soglia dei 727.000 visitatori, contando chi ha acquistato il biglietto per la finale che sta per iniziare. 

2000 — Gustavo Kuerten (Bra) - Magnus Norman (Sve) — 6-2 6-3 2-6 7-6(6)
2001 — Gustavo Kuerten (Bra) - Àlex Corretja (Spa) — 6(3)-7 7-5 6-2 6-0
2002 — Albert Costa (Spa) - Juan Carlos Ferrero (Spa) — 6-1 6-0 4-6 6-3
2003 — Juan Carlos Ferrero (Spa) - Martin Verkerk (Ola) — 6-1 6-3 6-2
2004 — Gastón Gaudio (Arg) - Guillermo Coria (Arg) — 0-6 3-6 6-4 6-1 8-6
2005 — Rafael Nadal (Spa) - Mariano Puerta (Arg) — 6(6)-7 6-3 6-1 7-5
2006 — Rafael Nadal (Spa) - Roger Federer (Svi) — 1-6 6-1 6-4 7-6(4)
2007 — Rafael Nadal (Spa) - Roger Federer (Svi) — 6-3 4-6 6-3 6-4
2008 — Rafael Nadal (Spa) - Roger Federer (Svi) — 6-1 6-3 6-0
2009 — Roger Federer (Svi) - Robin Söderling (Sve) — 6-1 7-6(1) 6-4
2010 — Rafael Nadal (Spa) - Robin Söderling (Sve) — 6-4 6-2 6-4
2011 — Rafael Nadal (Spa) - Roger Federer (Svi) — 7-5 7-6(3) 5-7 6-1
2012 — Rafael Nadal (Spa) - Novak Djokovic (Srb) — 6-4 6-3 2-6 7-5
2013 — Rafael Nadal (Spa) - David Ferrer (Spa) — 6-3 6-2 6-3
2014 — Rafael Nadal (Spa) - Novak Djokovic (Srb) — 3-6 7-5 6-2 6-4
2015 — Stan Wawrinka (Svi) - Novak Djokovic (Srb) — 4-6 6-4 6-3 6-4
2016 — Novak Djokovic (Srb) - Andy Murray (Gbr) — 3-6 6-1 6-2 6-4
2017 — Rafael Nadal (Spa) - Stan Wawrinka (Svi) — 6-2 6-3 6-1
2018 — Rafael Nadal (Spa) - Dominic Thiem (Aut) — 6-4 6-3 6-2
2019 — Rafael Nadal (Spa) - Dominic Thiem (Aut) — 6-3 5-7 6-1 6-1
2020 — Rafael Nadal (Spa) - Novak Djokovic (Srb) — 6-0 6-2 7-5
2021 — Novak Djokovic (Srb) - Stefanos Tsitsipas (Gre) — 6(6)-7 2-6 6-3 6-2 6-4
2022 — Rafael Nadal (Spa) - Casper Ruud (Nor) — 6-3 6-3 6-0
2023 — Novak Djokovic (Srb) - Casper Ruud (Nor) — 7-6(1) 6-3 7-5
2024 — Carlos Alcaraz (Spa) - Alexander Zverev (Ger) — 6-3 2-6 5-7 6-1 6-2
2025 — Carlos Alcaraz (Spa) - Jannik Sinner (Ita) — 4-6 6(4)-7 6-4 7-6(3) 7-6(2)

Flavio Cobolli ha la possibilità di diventare il primo italiano a vincere il Roland Garros dopo Adriano Panatta nel 1976. E sarà proprio il campione di 50 anni fa a premiare il vincitore questo pomeriggio

A Parigi il caldo afoso della prima settimana — che ha creato non pochi problemi ai tennisti, soprattutto nelle partite di mezzogiorno, come ha sottolineato anche Fabio Fazio con non poca ironia  —ha ceduto a una temperatura più ragionevole. Oggi ci sono poco più di 20 gradi e il cielo è velato. Nelle prossime ore ci sarà comunque vento, secondo le previsioni del meteo intorno ai 7 nodi (circa 13 km/h), in calo. Non raffiche come quelle che hanno influenzato in parte la finale femminile di ieri, vinta da Mirra Andreeva su Maja Chwakinska,

Flavio Cobolli, testa di serie numero 10 del torneo, ha raggiunto la finale dopo aver superato Pellegrino (6-4 7-6 6-3), il cinese Wu (6-4 6-4 6-4), gli statunitensi Tien (6-2 6-2 6-3) e Svajda (6-2 6-3 6-7 7-6), il canadese Auger-Aliassime (4-6 6-4 6-4 6-4) e in semifinale Arnaldi, ritiratosi prima del match per un virus.

I possessori di un biglietto per la seconda semifinale del singolare maschile del Roland Garros, che venerdì non si è disputata a causa del ritiro dell'ultimo minuto di Matteo Arnaldi, avranno un accesso "prioritario" alla biglietteria dell'edizione 2027. 

​La FFT aveva subito precisato che i possessori dei biglietti sarebbero stati rimborsati integralmente. Oggi, il presidente della seconda federazione sportiva francese, Gilles Moretton, ha aggiunto che "i titolari dei biglietti avranno un accesso prioritario alla vendita dei tagliandi per l'edizione 2027".

(Marco Calabresi) Era solo questione di tempo. Il primo giorno di gloria in uno Slam di Mirra Andreeva è arrivato a Parigi, in un Roland Garros soltanto sfiorato dalla sua allenatrice Conchita Martinez e che la russa si è presa di prepotenza, dominando la finale (6-3 6-2 in un'ora e 23') contro una giocatrice che tre settimane fa mai si sarebbe immaginata di potersi giocare il titolo in un Major.

La differenza si è vista tutta: da una parte una 19enne già campionessa — e da oggi in testa alla Race — e più giovane vincitrice del Roland Garros dai tempi di Monica Seles, dall'altra una giocatrice trovatasi catapultata in qualcosa di enormemente più grande: partita dalle qualificazioni e da numero 114 del ranking, Chwalinska aveva già fatto più del massimo arrivando alla finale, e dopo i primi game equilibrati sul Philippe Chatrier non c'è stata storia.

Quattro break nei primi quattro game, in cui anche Andreeva era sembrata bloccata dalla tensione: più abituata a giocare questi livelli, ma pur sempre alle prese con il primo Slam da conquistare. Tolto il blocco, più mentale che altro, dal 3-2 per la polacca sono arrivati quattro game consecutivi per Mirra, diventati nove di fila in un secondo set senza storia, dove Andreeva si è leggermente rilassata una volta andata a servire per il match: il break di Maja ha soltanto allungato un film dall'epilogo scontato, fino alla chiusura in ginocchio di Andreeva sulla terra rossa di Parigi, alle inevitabili lacrime e all'abbraccio con Conchita.

«Sei così talentuosa da far venire il nervoso — l'ammissione di Chwalinska —. Ci sono stati dei momenti in cui mi sono dovuta dare dei pizzichi per capire che tutto questo è reale: avrei voluto dare un match migliore a tutti voi, ma è stata colpa di Mirra, è stata troppo forte». Poi, palcoscenico alla regina: «Osservavo il Roland Garros sin da bambina: non riesco a credere di avere la coppa in mano. Grazie Conchita per aver condiviso con me la sua esperienza e al team per avermi spinto al limite e per farmi lavorare anche quando non ne ho voglia». Era capitato in passato, difficilmente capiterà ancora.

Cobolli e Zverev si sono affrontati quattro volte nel circuito maggiore. Il bilancio è 3-1 per Zverev. 

Marzo 2025: Miami Open. Cemento. Ha vinto Zverev 6-4 6-4

Aprile 2025: Monte-Carlo Masters. Terra. Ha vinto Zverev 6-1 6-3

Aprile 2026: BMW Open (semifinale). Terra. Ha vinto Cobolli 6-3 6-3

Aprile 2026: Mutua Madrid Open (quarti). Terra. Ha vinto Zverev 6-1 6-4

Attualmente Cobolli è il numero 14 del ranking Atp, Zverev il numero 3. Lunedì Cobolli sarà certamente nella top ten: se dovesse vincere la finale di oggi salirebbe quinto posto. 

(Salvatore Riggio) La finale del Roland Garros 2026 si potrà vedere in chiaro sul Nove. Sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Eurosport e sarà disponibile in streaming su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels. Domenica 7 giugno, alle ore 15 sul Philippe-Chatrier, l’azzurro — che non è sceso in campo in semifinale per il forfait di Matteo Arnaldi («Quando l’ho saputo, ho pianto», la rivelazione del romano) — se la vedrà con il tedesco Alexander Zverev, che ha battuto il ceco Jakub Mensik

(Marco Imarisio, inviato) Era molti anni fa. Un giovane Angelo Binaghi, precocemente strappato a una carriera da ingegnere dalla passione per il tennis, allena nella sua Sardegna due under 16, Stefano Mocci e Anna Floris. Si rivolge al centro, ovvero alla Federazione, per chiedere un aiuto. «Mi risposero che forse li avrebbero convocati al centro di Riano. Poi mi fecero cadere dall’alto un contributo, subito ritirato perché mi ero schierato contro i vertici di allora. Quello fu il momento in cui pensai che un giorno, se fosse toccata a me la gestione del nostro tennis, avrei cambiato quel sistema centralizzato e oligarchico, capovolgendone la struttura».

Adesso che è presidente dall’altrettanto lontano 2001, Binaghi non ha perso molto dell’irruenza verbale che lo contraddistingue, e del modo quasi fisico che ha di vivere le partite degli italiani. «Anche l’altro giorno, durante i quarti di finale di Cobolli contro Auger-Aliassime, i rappresentanti del Canada mi guardavano un po’ perplessi. Ma è più forte di me, io non sono un esperto, io sono un tifoso dei nostri giocatori».

Flavio ce la può fare?
«Se c’è una lezione che dobbiamo trarre dagli ultimi anni è che nel tennis italiano niente è impossibile. Zverev deve vincere per forza, perché quando gli ricapita la finale Slam con di fronte un ventiquattrenne numero 16 del mondo? Lui è il numero 3, per una volta ha avuto la fortuna di non trovare sulla sua strada Sinner o Alcaraz, si è già scottato perdendo altre occasioni. Se non vince oggi, si chiude la sua finestra Slam. È favorito, ma ha sulle spalle tutte le responsabilità possibili. Per Flavio invece deve essere una festa, che si deve godere fino in fondo. Ma con il pensiero di portare il match più avanti possibile, di andare in lotta, come si dice. Perché ha già battuto Zverev una volta, e se gli insinua il dubbio, se gli fa emergere i suoi fantasmi, se diventa una partita sporca, allora si può fare, davvero».

Come giudica quel che è successo a Matteo Arnaldi?
«Guardiamo l’insieme delle cose. Musetti ai box, Sinner stanco, Berrettini che si deve ritirare, la Paolini che si fa male. È una conseguenza. L’aria che tira nel tennis italiano è talmente esaltante che al contrario del calcio riesce a spingere giocatori oltre le proprie prestazioni. Quattro match duri al meglio dei cinque set come quelli del bravissimo Arnaldi, portano il tuo fisico e la tua struttura oltre al limite, li indeboliscono. Per me sono effetti collaterali di un clima di esaltazione totale. Il problema è quando hai giocatori che a causa di un ambiente negativo stanno al di sotto delle loro potenzialità. Come avviene nel calcio. Certo, quella semifinale era la nostra festa. Ma pensiamo positivo. Se non altro, Cobolli si è riposato».

Quante interviste ha fatto in questi giorni con i media francesi?
«Molte. Tutti alla ricerca dei segreti del nostro tennis. Non c’è una sola spiegazione, ma ce n’è una che mi sta molto a cuore, e che ritengo giusto ripetere spesso».

Prego.
«Tutto comincia con l’esempio. Sinner che sceglie di restare in campo, di provarci fino all’ultimo, senza lamentarsi della sua condizione. Ma quando mai in passato avevamo visto una cosa del genere? Ammiravamo i campioni stranieri che lo facevano, piuttosto. Come ex giocatore, io appartengo a una generazione di tennisti che mandava il messaggio che bisognava essere spregiudicati e guasconi, un po’ indolenti, tanto si aveva successo comunque. Adesso abbiamo un fuoriclasse, piovuto dal cielo, che trascina il movimento con l’esempio del lavoro duro. Posso dirlo? Al contrario di Alcaraz, Jannik non si comprerà mai uno yacht da sei milioni di euro. Ne sono sicuro, e credo che non verrò smentito».

Quindi tutto comincia e finisce con Sinner?
«Lo sta chiedendo alla persona sbagliata. È chiaro che, come Federazione, abbiamo lavorato tanto, affiancando i nostri giocatori, cercando di aiutarli in ogni modo, senza obbligarli a trasferirsi lontano da casa. Ma è chiaro che tutto parte da loro. Berrettini, e ancora prima Fabio Fognini, sono stati l’evoluzione della specie, cambiando il canone del giocatore italiano pigro per seguire una cultura del lavoro, dell’etica e del sacrificio. Perché senza questi valori, nel tennis super competitivo di oggi, non vai da nessuna parte».

Tra poco invece andiamo tutti a Wimbledon.
«Con Sinner riposato e in forma. Spero anche con Musetti. E poi con tutti gli altri. Ogni Slam può essere quello buono, per il nostro tennis. Ormai è quasi un’abitudine. A chent’annos, come dicono dalle mie parti».

(Adriano Panatta) Sfavorito forse, battuto direi proprio di no. Una finale così è questione di centimetri, ma se volete misuratela pure nell’unità di misura minima che preferite. Qual è, il dito? Il soffio? Ecco, di quello si tratta. Alexander Zverev e Flavio Cobolli, sono divisi da un dito, e per pareggiare le sorti, basta un niente, giusto un soffio.

Molto dipenderà dal tedesco, molto di più dal romano. Alto, aitante e sempre bello da guardare su un campo da tennis, il Sascha ventenne sembrava il padrone del mondo, batteva Federer, stordiva Nadal, scatenava il lato più permaloso di Djokovic. Ma aveva un problema che la gioventù nascondeva bene, perché a una certa età si dà per scontato che possa mancare l’abitudine al coraggio, e anche quel muso di tolla che gli anni più maturi ti forgiano addosso come una maschera, oltre ai tanti piccoli particolari che contribuiscono al detto, giocare bene a tennis è un conto, ma vincere è un altro sport. Ecco, Sascha non vinceva i tornei dello Slam. Tre finali. La prima nel 2020 a New York, contro Thiem, nell’anno della Pandemia, più simile a un tracollo nervoso. La seconda a Parigi, contro Alcaraz, sofferta ma combattuta. L’ultima a Melbourne opposto a Sinner, dalla quale uscì contuso nell’animo quasi avesse incontrato per la via uno sciame di sampietrini (i sassi quadrati con cui a Roma si facevano le strade). Non so che cosa gli accadrà in questa quarta finale, nella quale è per tutti il favorito.

Davvero non oso pensare a quali reazioni possa avere se non riuscirà a piegare il suo amico Flavio, al quale ha spesso confidato quanto lo faccia star male non aver mai vinto uno Slam, magari pensando che il ragazzino non sarebbe arrivato tanto in alto, e certe confidenze poteva permettersele. E invece s’è scelto il più straordinario crostino che esista in questo sport. Un crostino per amico… Uno che manco una dentiera da squalo tigre riesce a sbriciolare, e che in pochi anni di circuito s’è dotato di un carattere da protagonista, e di colpi che passano mirabilmente dalla fase difensiva a quella dell’aggressione. Su queste qualità dovrà giostrare la finale di Flavio Cobolli, detto Cobbo. Se vuole tentare il colpo gobbo, anzi, il colpo Cobbo deve far provare all’amico Sascha il brivido di sentirsi sotto assedio, le palpitazioni per ogni colpo sbagliato, l’incertezza di che cosa fare in ogni momento del match. E tante smorzate, mi raccomando, perché Zverev non mi sembra sappia uscire così bene da quei frangenti. Dovrà essere bravo, Flavio, ma se riuscirà a far saltare, una a una, tutte le sicurezze del tedesco, il match finirà alla pari e magari penderà un po’ dalla sua parte. Faccio la figura del cerimoniere tifoso, lo so, ma chi ha detto che sia un male? Sono italiano e c’è un italiano in finale. Devo aggiungere altro?

(Gaia Piccardi, inviata) Sopra il sogno di Flavio sorge un pallido sole. Il vento da regata dei giorni scorsi si è placato, la terra non vola più: nell’aria ferma di Parigi si può provare a fissare lo spillo di un’impresa da collezione. Sembrava scritto che l’italiano in finale contro Sascha Zverev, il migliore del campionato degli altri, fosse Jannik Sinner. Sappiamo come è andata. Al posto del numero uno, oggi macinerà strada il cuore grande di Flavio Cobolli, il romano allenato dal calcio ma svezzato dal tennis, «un ragazzo che ha una sensibilità e un’attenzione per gli altri che fa invidia anche a me» nelle parole di papà Stefano, che lo allena non senza difficoltà.

Passivo-aggressivo in campo, dolcissimo fuori. L’amico speciale Edoardo Bove in tribuna, tornato a giocare nel Watford dopo l’arresto cardiaco del primo dicembre 2024, è il testimonial della quota di umanità che Cobolli porta in dote alla partita sul centrale, la prima finale Slam per lui, la quarta per Zverev che non può sbagliare.

«Tutta la Germania lo guarda — dice Boris Becker che aspetta di passargli il testimone da dieci anni —. Flavio è un buon atleta, lotterà, ma questo è l’appuntamento con la storia di Sascha». E come la si ferma, la storia? A mani nude, con la freschezza di chi non è dovuto scendere in campo per la semifinale grazie al ritiro di Matteo Arnaldi, capace di 19h42’ di maratona parigina prima di cedere di schianto alle lusinghe di un virus dello stomaco. «Se giocare un match in meno mi ha aiutato, lo scopriremo domenica...» sorride Cobolli davanti alla missione diversamente possibile.

Zverev è numero tre. Ha esperienza da vendere e un servizio che macina percentuali sinneriane, in contumacia di Jannik e Carlos Alcaraz, le nemesi assenti. Domenica 7 giugno 2026 è la data che ha segnato in calendario dal 2020, quando si lasciò sfuggire dalle mani un Open Usa pandemico, e dal 2024, quando immolò a questo campo i legamenti della caviglia destra. «È in forma, fin qui non si è stancato troppo: deve capitalizzare il suo talento, non riesco ad immaginare uno scenario diverso» sottolinea John McEnroe, come se la pressione sul tedesco non fosse già abbastanza.

Non sempre i precedenti diventano un fattore dominante, nelle finali Slam: le emozioni entrano da ogni spiraglio, figuriamoci con il tetto del centrale aperto. Cobolli ha battuto Zverev un mese fa a Monaco, però tre set su cinque sotto gli occhi del mondo è un altro sport, di cui Sascha, per ragioni anagrafiche, ha maggiore esperienza. Però Flavio ha un’anima larga quanto un campo di pallone, e la voglia di dimostrare un’altra volta al padre Stefano che di lui non ha capito niente. «Ho sempre considerato mio figlio un ragazzo normale, con tanti hobby, una fidanzata a cui vuole bene e, fino a poco fa, parecchie distrazioni — racconta Cobolli senior —. La sua crescita è stata progressiva, coerente. L’ho sempre visto come un grande talento, non come un campione». Tanto da confessare a un membro del team che Flavio non sarebbe mai entrato nei top 10. Da domani sarà decimo, se vince diventa quinto del ranking, dietro a Sinner, Alcaraz, Zverev e Auger-Aliassime, l’avversario battuto nei quarti.

È questo il carburante che brucia nel motore di Cobollino, l’underdog per cui oggi i francesi faranno il tifo, sperando di allungare la finale al quarto, magari al quinto, e poi che vinca il migliore. Nel nome del padre, che aveva giocato troppo sulla difensiva. Nelle parole di Bruno Conti, che ha covato il pulcino a Trigoria, Flavio era un terzino inesauribile, capace di far salire la squadra e tornare a difendere. Chilometraggio illimitato, cuore immenso. Per ribaltare i pronostici servono innanzitutto fiato e forza di volontà. A tutto il resto, ci pensano gli dei del tennis.

7 giugno 2026 ( modifica il 7 giugno 2026 | 21:19)