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Alla Maker Faire il caschetto per guidare le automobiline con l'attività cerebrale

Alla Maker Faire il caschetto per guidare le automobiline con l'attività cerebrale

Un caschetto per guidare un'automobilina con l'attività cerebrale, una mano bionica capace di replicare i movimenti umani e un gioco che unisce divertimento e computer vision: sono i tre progetti sviluppati da una delle più giovani espositrici della Maker Faire Rome. Si chiama Emma Borghi, ha 17 anni ed è un'autodidatta che racconta il suo lavoro sul suo canale YouTube.

Il primo prototipo è un caschetto neurale che classifica l'attività cerebrale rilevata con l'elettroencefalogramma e la traduce in comandi per guidare una macchinina robotica. Il dispositivo non legge i pensieri, ma riconosce gli schemi del segnale elettrico del cervello associati a un'intenzione e li trasforma in un comando. In pratica il sistema trasforma un segnale cerebrale in un'istruzione di movimento: è questo passaggio che il pubblico può vedere dal vivo.

Il secondo prototipo è una mano bionica stampata in 3D che replica in tempo reale i movimenti umani e li rileva in due modi: con una webcam attraverso la visione artificiale, oppure con i segnali Emg che rilevano 'attività elettrica dei muscoli.

Il terzo è una torretta Nerf, uno dei giochi 'spara-tutto' più diffusi tra bambini, che grazie all'intelligenza artificiale e alla computer vision riconosce i bersagli, li segue con sistemi di tracciamento e li colpisce anche quando si muovono.
 

Tre progetti diversi, ma uniti da un filo comune: tecnologie che di solito richiedono un laboratorio di ricerca sono affrontate da una giovanissima maker che ha usato sofware liberamente accessibili e il fai-da-te per realizzarle e li condivide online con altri appassionati. 

 


   

 

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