Economia

Bankitalia, ecco chi controlla la ricchezza in Italia: al 10% delle famiglie più del 60% dei patrimoni. Perché aumenta la disuguaglianza

Bankitalia, ecco chi controlla la ricchezza in Italia: al 10% delle famiglie più del 60% dei patrimoni. Perché aumenta la disuguaglianza

Mentre in Italia si torna a discutere di patrimoniale può essere utile dare un’occhiata ai «Conti distributivi sulla ricchezza delle famiglie italiane: statistiche aggiornate al quarto trimestre del 2025» appena messi sul sito dalla Banca d’Italia. Si tratta di un’indagine ricorrente che, spiega la stessa banca centrale,  offre «una rappresentazione dettagliata della distribuzione della ricchezza tra i diversi gruppi della popolazione» e consente di «analizzarne l'evoluzione nel tempo». 

Bene, cosa segnalano questa volta i dati? Primo, che nel quarto trimestre del 2025, «la ricchezza netta (che comprende immobili e attività finanziarie, al netto dei debiti) delle famiglie italiane ammontava a 453 mila euro per famiglia, in lieve aumento rispetto al 2024 (431 mila euro per famiglia)». E questa è una buona notizia, che conferma la solidità patrimoniale delle famiglie italiane, che paradossalmente spesso si affianca a bassi redditi dichiarati. 

Ma il secondo dato che emerge nell’analisi di Bankitalia è che «la distribuzione della ricchezza si conferma concentrata: il dieci per cento più ricco delle famiglie detiene il 60,6 per cento della ricchezza netta totale, mentre la metà meno abbiente delle famiglie solo il 7,2 per cento. 
La disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza (misurata dall'indice di Gini) è lievemente aumentata rispetto al 2024 (da 71,5 a 72,2)». E questa è una cattiva notizia. Poi, c’è quello che già si sapeva, ovvero che «la composizione del portafoglio varia sensibilmente in base alla ricchezza: per le famiglie nella metà meno abbiente, oltre il 90 per cento delle attività detenute è costituito da abitazioni (73,6 per cento) e depositi (17,5 per cento)» mentre per le famiglie più ricche la composizione del paniere è più diversificata, «con una quota rilevante di strumenti finanziari diversi dai depositi», dalle azioni ai fondi di investimento.

Nella Relazione annuale, diffusa la settimana scorsa dalla Banca d’Italia, si spiega che l’aumento della ricchezza netta delle famiglie è aumenta grazie anche all’«incremento dei prezzi delle abitazioni» e alla «rivalutazione delle attività». E soprattutto si sottolinea il passaggio di ricchezza senza precedenti che avverrà tra una generazione e l’altra: «Nei prossimi anni, per via del cospicuo patrimonio accumulato dalla fascia più anziana della popolazione, sono attesi rilevanti trasferimenti intergenerazionali,
con effetti sui comportamenti economici e sulla distribuzione della ricchezza». In particolare, poiché le eredità si distribuiranno su un numero minore di figli, la concentrazione delle ricchezze potrebbe aumentare accentuando le attuali disuguaglianze.

3 giu 2026 | 17:39

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