La Bce accende un faro su Revolut, la fintech più «preziosa» e a maggior crescita in Europa. Secondo il Financial Times, la Banca centrale europea ha riscontrato alcune carenze nel processo di approvazione dei nuovi prodotti e ha quindi imposto nel 2025 alla società di rallentarne il ritmo di rilascio. Francoforte avrebbe ordinato a Revolut di sottoporre le sue procedure di controllo del rischio, legali e di lancio dei nuovi prodotti a una revisione indipendente. E avrebbe anche imposto alla fintech di portare a bordo nuovi clienti e di concludere acquisizioni al di fuori dell’area economica europea.
Non è chiaro se le restrizioni siano ancora in vigore. Il fatto che Revolut abbia lanciato una serie di nuovi prodotti negli ultimi mesi lascia supporre che siano state almeno in parte rimosse. La stretta della Bce è andata però al cuore della strategia di Revolut che, partendo dai servizi bancari tradizionali, punta a costruire una piattaforma di servizi completa: viaggi, assicurazioni, sim virtuali, investimenti... Dalla fondazione nel 2015, così, la fintech ha aggiunto prodotti in serie alla sua superapp, secondo un modello definito dal fondatore Nik Storonsky dei «missili autonomi». Ossia di ampia libertà per gli sviluppatori.
Il modello di Revolut è evidentemente entrato in conflitto con i tempi della vigilanza Bce, incaricata di assicurare la stabilità del sistema finanziario e la solidità del settore bancario. Nel giro di poco più di 10 anni, Revolut è salita da zero a 75 milioni di clienti in Europa, cinque milioni dei quali in Italia, dove è diventata la quinta banca del Paese per utenti. I ricavi hanno toccato i 5,2 miliardi nel 2025 e l’utile ante-imposte ha sfiorato i due miliardi. Quanto alla valutazione, nell’ultimo aumento di capitale Revolut ha raggiunto i 75 miliardi e sta lavorano a un nuovo round che la porterebbe a 115 miliardi, rendendola la settima banca europea per valore.
La replica di Revolut non si è fatta attendere. «Siamo in un dialogo continuo e costruttivo con i nostri regolatori, inclusa la Banca centrale europea, nell’ambito della nostra normale operatività come banca pienamente autorizzata», ha fatto sapere la fintech in una nota. «Revolut si impegna a rispettare i più elevati standard di governance e gestione del rischio. In linea con le aspettative di vigilanza, rafforziamo regolarmente il nostro ambiente di controlli interni e i nostri processi operativi».