Economia

Cimbri (Unipol) su Monte dei Paschi: «Non abbiamo interloquito con il governo sull’operazione. Risiko? No, impresa»

Cimbri (Unipol) su Monte dei Paschi: «Non abbiamo interloquito con il governo sull’operazione. Risiko? No, impresa»

L’Opas su Mps è di Intesa Sanpaolo e potrebbe concludersi per la fine dell’anno. «Fino a quel momento Unipol non sarà attore di questa operazione, tantomeno lo sarà Bper», anche perché mancano tutte le autorizzazioni e Ca’ de Sass «deve ancora comunicare quale sarà la soglia minima per ritenere l’offerta accettabile o meno». Carlo Cimbri torna sul risiko bancario («Piace molto a chi si occupa di media. In realtà noi cerchiamo di fare impresa») e ai senatori della Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche ieri ha chiarito le ragioni del protagonismo di Unipol, il gruppo da lui presieduto. Innanzitutto chiarendo che «non abbiamo interloquito (con il governo, ndr) su questa operazione». E poi sgomberando il campo da incomprensioni: l’Opas «non ha nulla a che vedere con il nostro concorrente Generali. La partecipazione in Generali in capo a Mediobanca (13,3%, ndr) sarà acquisita in Intesa Sanpaolo. I nostri rapporti con Generali non muteranno per effetto di questa operazione».

Cimbri ai senatori ha spiegato che per quanto riguarda le domande sugli impatti sui territori di competenza di Bper e Mps «sono premature» perché la divisione degli sportelli (635 a Unipol, 625 a Intesa Sanpaolo, ndr) si basa su dati pubblici di Mps ed è frutto della volontà delle parti e solo una volta conclusa l’operazione, da dentro, si potrà capire cosa fare «anche per le strutture centrali». Al massimo la spartizione subirà piccole modifiche. Al termine della seduta, interpellato dai cronisti, il presidente ha detto di non aver avuto contatti con gli azionisti del Monte dei Paschi, Delfin e Caltagirone. Cimbri in audizione ha anche sottolineato che «Monte dei Paschi è il marchio della più antica banca del mondo e commercialmente più forte, e proporremo a Bper di denominare la banca che risulterà dalla fusione Bper Monte Paschi o Banca Monte Paschi, qualora dovesse chiamarsi così». L’operazione piace a Pierferdinando Casini, che la definisce «brillante», ma «il più abile di tutti è il mio amico Cimbri che ha dimostrato di essere il vero regista di questa operazione».

L’istituto toscano ha detto che valuterà l’offerta e il 22 giugno riunirà il cda ma per fare alcuni passaggi tecnici per la fusione con la controllata Mediobanca. Il board di Banco Bpm invece si confronterà martedì ed è probabile che si aggiorni anche sull’accelerazione del risiko. La proposta di Piazza Meda è stata oggetto di un esposto di Assoutenti in Consob.
In Borsa i titoli del risiko hanno ripreso fiato dopo la corsa dei giorni scorsi, con Banco Bpm (+0,36% a 14 euro) e Bper (+0,55% a 12,7 euro) su nuovi massimi.

Intanto Intesa Sanpaolo, attraverso la divisione Imi Corporate & Investment Banking, si conferma tra le banche leader del mercato europeo, dove nel 2025, escludendo l’Italia, ha partecipato assieme ad altre banche a operazioni di finanziamento pari a oltre 170 miliardi di euro, come mandated lead arranger, di cui deal di project finance per oltre 30 miliardi di euro, pari a oltre il 20% del totale europeo; emissioni obbligazionarie per circa 60 miliardi di euro in qualità di bookrunner.

12 giugno 2026, 08:11 - Aggiornata il 12 giugno 2026 , 08:11

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