Prima di partire con i pronostici mondiali — e andremo veloci — due chicche dal curriculum dell’estensore: la prima volta che vide Iniesta ragazzino disse «diventerà il miglior centrocampista della storia» e la scorsa estate agli amici del fantacalcio consigliò Zhegrova. E ora, allacciate le cinture portandovi dietro un po’ di leggerezza.
Nessuna eliminazione di spicco nella fase a gironi, ma gerarchie ballerine. Corea, Svizzera e Turchia soffiano il primato del gruppo ai tre organizzatori — tutti secondi — il Brasile pareggia la prima gara col Marocco ma poi prende velocità, Spagna, Francia, Argentina e Portogallo fanno il pieno, l’Inghilterra quasi (pari con la Croazia), l’Iran guadagna uno dei posti riservati alle terze, il sorpresone va cercato nel gruppo E. La Germania favorita non decolla, e il triello di match con l’imperforabile Ecuador (5 gol subiti in 18 gare di qualificazione) e l’imbattibile Costa d’Avorio (zero gol subiti in 10 gare) produce tre pareggi. La classifica è così decisa dalle reti segnate a Curaçao, e il calendario favorisce gli ivoriani (ci giocano per ultimi, sapendo quindi quanti gol segnare) su ecuadoregni (arrivano per secondi) e tedeschi (lo trovano subito, quando ancora vuol vendere cara la pelle).
Nella parte bassa del tabellone la Germania ripescata trova la Corea e si scatena, Taremi sorprende la Svizzera (e chiunque l’abbia visto all’Inter), Argentina-Uruguay inonda i media di biografie di Bielsa finché arriva Messi che gli spara una punizione all’incrocio tipo Harrison Ford nei Predatori, il motore parigino di Vitinha, Mendes e Neves permette al Portogallo di seminare il Senegal anche se Ronaldo pretende dal c.t. l’impegno scritto di lasciarlo tirare almeno 15 volte a gara. Un inghippo col visto impedisce a Salah di partecipare a Usa-Egitto, e guarda un po’ vincono gli americani; Ibra commenta Inghilterra-Austria per Fox Sports e stronca il lavoro dello sconfitto Rangnick; Haaland segna il gol che manda a casa l’Ecuador, mentre il Brasile batte il Giappone soltanto ai rigori. Dall’altra parte del tabellone il Messico supera il Canada nel derby degli organizzatori, Francia, Spagna e l’ottima Turchia continuano la loro marcia, la Colombia di Luis Diaz esclude la Croazia, Costa d’Avorio e Marocco eliminano due europee (Scozia e Olanda) fra gli applausi di Allegri e Gasperini, che vogliono McTominay e Malen presto in ritiro. Avanza anche il Belgio.
Olise illumina la scena francese contro gli ivoriani, fra i quali spicca Diomandé acquistato dal Liverpool fra primo e secondo tempo. Il Marocco elimina il Messico a Houston in una gara che l’Ice fa svolgere a porte chiuse, la Spagna va sotto con la Colombia ma Yamal la salva con una doppietta negli ultimi cinque minuti, Calhanoglu su rigore butta fuori il Belgio e si promette al Trabzonspor, Brasile-Norvegia è la gara più divertente del Mondiale e la risolve nei supplementari Neymar, che però, sommerso dagli abbracci, si procura una lussazione ed esce dal torneo. Messi e Ronaldo saldano il conto a Usa e Iran e vengono ingaggiati dall’Onu come mediatori, Inghilterra-Germania viene presentata al solito dai tabloid come una riedizione della seconda guerra mondiale, finché qualcuno si accorge che oggi è un derby fra «volonterosi». La risolve Harry Kane, che poi scappa inseguito dai compagni del Bayern, meno volonterosi.
Francia-Marocco è la riedizione della semifinale di quattro anni fa, e finisce allo stesso modo: 2-0, Mbappé si riporta davanti a Olise nelle proiezioni del Pallone d’oro. La Turchia chiude qui il suo brillante torneo, perché la Spagna è troppo forte (e Calha si ripromette all’Inter). È la serata di Raphinha, Yamal e Olmo: così tanto Barça che a Madrid sotto sotto tifano per Guler. Argentina-Portogallo viene presentata per la centesima volta come l’ultimo confronto fra Messi e Ronaldo, e i due se la ridono perché tanto fra quattro anni torneranno ancora. Vince il Portogallo, fa gol Vitinha, e i campioni escono perché Scaloni non ha il coraggio di buttar dentro Nico Paz. Brasile-Inghilterra è un’altra madre di tutte le partite, e Vinicius finalmente giustifica il suo status con il gol della vittoria.
Esplode la concorrenza tra Mbappé, Olise, Dembelé e Doué per il Pallone d’oro: non se la passano neanche una volta, e Yamal dà loro una lezione con l’assist decisivo per Oyarzabal. Nell’altra gara il Brasile passa al nono rigore: Bremer lo segna, Cancelo lo sbaglia, Ancelotti in sala stampa dice che era tutto previsto e i giornalisti brasiliani lo portano via in trionfo.
Si chiude a New York il 19 luglio con Spagna-Brasile, Trump siede in tribuna tra il premier socialista Sanchez e il vecchio sindacalista Lula, costringe Infantino a fare l’arbitro ma è dura davvero scegliere quale sia il male minore da premiare. Nell’incertezza fa gol Cucurella, che il giorno prima s’è rapato a zero, e quando è entrato in area non l’ha riconosciuto nessuno. Appuntamento al 2030 con l’unico pronostico serio, e ci terremmo a indovinarlo: il ritorno dell’Italia.