Il welfare state, una delle grandi conquiste del Novecento, è sotto pressione. Persino i valori che stanno alla base dello stato sociale, come benessere, sicurezza sociale, riduzione delle disuguaglianze, vengono messi in discussione. La prima sfida è rappresentata dalla crisi demografica, che erode la base fiscale e fa crescere il peso della spesa sanitaria e previdenziale. Mentre la globalizzazione spinge al ribasso le tutele sociali. Anche il cambiamento climatico si presenta come un ulteriore fattore di instabilità.
È quindi necessario ripensarne forme e strumenti che rendano sostenibile il welfare state nel nuovo contesto globale.
Sarà questo il tema al centro della prossima edizione del Festival Internazionale dell’Economia, in programma a Torino dal 22 al 25 ottobre 2026. I temi della quinta edizione, a cura di Editori Laterza, Collegio Carlo Alberto (CCA) – Torino Local Committee (TOLC), sono stati presentati a Genova lunedì 22 giugno, nell’incontro dal titolo «Salvare lo Stato sociale: un confronto tra scenari nazionali e prospettive del territorio», organizzato con il patrocinio del Comune di Genova e della Camera di Commercio di Genova.
Al confronto hanno partecipato la sindaca di Genova Silvia Salis, il direttore scientifico del Festival Tito Boeri, il segretario generale della Fondazione Compagnia di San Paolo Alberto Anfossi, il segretario generale della Camera di Commercio di Genova Maurizio Caviglia, il coordinatore del TOLC - Torino Local Committee Pietro Garibaldi e il direttore generale del Patronato Epasa-Itaco Valter Marani.
«Vogliamo salvare lo stato sociale perché è un carattere essenziale dell’identità europea - ha sottolineato Boeri - . È qualcosa che abbiamo costruito con grande fatica nel dopoguerra. Oggi ci sono delle sfide fondamentali a cui dobbiamo far fronte: l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle spese militari. Questo inevitabilmente andrà a incidere su altre spese importanti come la spesa pubblica e l'investimento sociale. Un’altra cosa fondamentale resta investire sull’università. Le università sono un grandissimo fattore di crescita, sia economica che demografica. Le città nel mondo che oggi conoscono i tassi di crescita più alti sono le sedi universitarie di qualità».
Il Festival riunirà a Torino esperti internazionali, rappresentanti delle istituzioni e della società civile per discutere del futuro dello stato sociale. Tra i protagonisti già annunciati i Premi Nobel per l’Economia Philippe Aghion, David Card, Joel Mokyr, James A. Robinson e Michael Spence.
Da quest’anno prende il via il gemellaggio con Jéco – Les Journées de l’Économie, festival nato a Lione nel 2008 e divenuto uno dei principali appuntamenti di divulgazione economica in Francia.
23 giugno 2026, 11:22 - Aggiornata il 23 giugno 2026 , 11:23