Economia

La scalata di Musk, il primo «trilionario»: da Paypal a SpaceX e Starlink

La scalata di Musk, il primo «trilionario»: da Paypal a SpaceX e Starlink

Il sogno resta Marte. Ma la tappa che consegna Elon Musk ai libri di storia è arrivata molto prima del pianeta rosso: con la quotazione record di SpaceX al Nasdaq, l’imprenditore nato a Pretoria è diventato il primo uomo a superare la soglia del trilione di dollari di patrimonio stimato. Un traguardo che raggiunge poche settimane prima di compiere 55 anni, il 28 giugno, e che rappresenta il punto più alto di una carriera trascorsa a sfidare convenzioni industriali e previsioni degli esperti.

Quella di Musk, però, non è una storia di ricchezza. È il percorso di un imprenditore che ha costruito il proprio impero entrando in settori dai quali gli investitori, di norma, tendono a stare lontani. Troppo costosi, troppo regolamentati, troppo rischiosi. L’industria automobilistica (con Tesla), i lanci spaziali (SpaceX), le telecomunicazioni satellitari (Starlink), l’intelligenza artificiale (xAI).

Poche ore prima della campanella a New York, Musk ha inviato una mail ai dipendenti. Ha spiegato che l’Ipo non serve a fare cassa e che nessuno deve considerare la quotazione come un punto d’arrivo o un’occasione di liquidità immediata, pur avendo fatto diventare milionari 4.400 dipendenti. La Borsa è solo un mezzo per blindare i conti nel lungo periodo. Il fine ultimo resta quello del 2002, quando fondò SpaceX: accumulare il capitale necessario a finanziare la flotta di Starship e stabilire la prima colonia autosufficiente su Marte. Per Musk, il profitto ha senso solo se subordinato a una missione ingegneristica che rasenta il dogmatismo.

 Più difficile da decifrare è la sua dimensione privata. Musk ha 14 figli avuti da relazioni diverse, anticonvenzionale anche quando decide di chiamare «X Æ A-12» il figlio nato dalla relazione con la cantante canadese Grimes (Claire Boucher). L’ultimo nato nel 2024 dalla relazione con la manager di Neuralink, Shivon Zilis. Non è solo eccentricità: Musk difende la sua numerosa progenie in pubblico, sostenendo che l’Occidente stia correndo verso un pericoloso collasso demografico globale.

Burrascosa anche la sua esperienza politica. Donald Trump, del quale Musk  ha finanziato generosamente la campagna elettorale, all’inizio del 2025 lo ha nominato alla guida del Doge (Department of government efficiency). Musk è così entrato nella stanza dei bottoni di Washington con l’idea di smontare la burocrazia federale e tagliare la spesa pubblica. Nei primi mesi del mandato la sua ombra si è allungata su ogni decisione della Casa Bianca. Poi sono emerse divergenze sempre più profonde tra i due, il rapporto si è progressivamente deteriorato, portando alla rottura. E Musk è tornato a occuparsi a tempo pieno delle sue aziende.

Il metodo di Musk è semplice: smonta un problema partendo dalle leggi di base della fisica per poi rivoluzionare mercati da anni immobili. È successo con X.com, poi confluita nella cofondazione di PayPal (con Peter Thiel), che ha accelerato la diffusione dei pagamenti digitali. È accaduto con Tesla, l’azienda automobilistica di cui Musk è amministratore delegato, dove è arrivato quando era solo una startup californiana, ma che oggi capitalizza 1,2 mila miliardi di dollari dopo aver costretto i colossi dell’auto a inseguirlo sulla via dell’elettrico.

Con SpaceX ha aperto l’accesso all’esplorazione spaziale ai privati, intaccando il monopolio degli Stati sovrani, attraverso la riduzione dei costi di lancio grazie al riutilizzo dei vettori Falcon 9. Da questa infrastruttura è nata Starlink, la mega costellazione che a giugno conta oltre 10.000 satelliti attivi in orbita bassa (LEO), fornisce connessioni internet globali, comprese aree remote e zone di conflitto, e genera il 61% dei ricavi del gruppo. Persino i progetti considerati minori, dai tunnel sotterranei di The Boring Company fino alla fusione verticale da 1,25 mila miliardi con la startup dell’intelligenza artificiale xAI, rispondono alla stessa ossessione infrastrutturale.

Questa combinazione di visione e imprevedibilità contribuisce a spiegare perché Musk continui a dividere l’opinione pubblica. Per i sostenitori è l’imprenditore che più di ogni altro ha allargato l’orizzonte di ciò che appare possibile. Per i critici è un comunicatore impulsivo, che spesso annuncia il futuro prima che il presente sia pronto a sostenerlo, finito sotto accusa anche per il suo utilizzo dichiarato di ketamina a scopo terapeutico.
Mentre il mercato assegna a SpaceX un valore senza precedenti, Musk continua a misurarsi con un obiettivo molto più lontano: colonizzare Marte.

13 giu 2026 | 08:30

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