Economia

L’Europa congela l’acquisto di Mediaworld da parte dei cinesi di Jd.com: faro sui sussidi pubblici di Pechino

L’Europa congela l’acquisto di Mediaworld da parte dei cinesi di Jd.com: faro sui sussidi pubblici di Pechino

L’Unione europea congela l’acquisto di Ceconomy da parte del gigante e-commerce cinese Jd.com. Per la prima volta, infatti, la Commissione Ue ha azionato lo scudo previsto dal regolamento contro gli aiuti di Stato stranieri. Bruxelles sospetta infatti che Jd.com abbia ricevuto dal governo di Pechino sussidi pubblici che gli hanno consentito di presentare un’offerta più alta per rilevare il gruppo tedesco che controlla le catene Mediaworld, MediaMarkt e Saturn. E che, in futuro, potranno consentirgli di avvantaggiarsi sul mercato europeo e di falsare la concorrenza, praticando per esempio prezzi più bassi. 

L’indagine della Commissione Ue mira in particolare ad accertare se Jd.com abbia incassato prestiti privilegiati, incentivi fiscali e contributi pubblici dallo Stato cinese. Bruxelles ritiene di aver già rintracciato alcuni indizi in tal senso, ma si riserva di approfondire nell’inchiesta che si concluderà entro il 2 ottobre. Nel frattempo, Jd.com ha già replicato e ha sottolineato in una nota che l’acquisizione di Ceconomy non sarà finanziata da denari pubblici ma da fondi propri e debito bancario. 

Ancor prima che a Bruxelles, la scalata di Jd.com a Ceconomy ha generato allarme fra le catene di elettronica concorrenti. Il gruppo tedesco controlla oltre mille punti vendita a insegna Mediaworld, Mediamarkt e Saturn in quattro Paesi, di cui 145 in Italia.  Il timore dei rivali è che l’integrazione con il colosso e-commerce cinese consenta alla nuova Ceconomy di inondare il mercato europeo di prodotti cinesi a prezzi inferiori a quelli praticati dai concorrenti. 

D’altra parte, l’acquisizione di Ceconomy si inserisce in una tendenza più ampia che vede i gruppi cinesi acquisire marchi occidentali, di cui un tempo erano soltanto fornitori. È il caso, per esempio, di Puma che, di recente, è passata sotto il controllo (di fatto) di Anta Sports, azienda cinese nata nel 1991 come fabbrica di scarpe Nike e Adidas. È il caso, per arrivare all’Italia, di Giochi Preziosi che, se l’affare andrà in porto, diventerà di proprietà del gruppo cinese Superhisen, uno dei suoi principali fornitori di giocattoli.

28 mag 2026 | 18:19

Potresti esserti perso