Cultura

Casa Leopardi, ritrovati affreschi del Cinquecento nascosti per oltre un secolo: erano nella biblioteca del poeta

Casa Leopardi, ritrovati affreschi del Cinquecento nascosti per oltre un secolo: erano nella biblioteca del poeta

Un ciclo di affreschi della fine del Cinquecento, rimasto nascosto per oltre un secolo, è tornato alla luce a Recanati, nella Biblioteca di Casa Leopardi. La scoperta — che aggiunge un nuovo tassello alla storia del palazzo dove Giacomo Leopardi nacque e dove si formò nella biblioteca di oltre 20 mila volumi voluta da suo padre, il conte Monaldo — è avvenuta durante lavori di consolidamento di uno degli ambienti della Biblioteca. 

Sotto tre strati di intonaco aggiunto in anni successivi e una decorazione ottocentesca realizzata su fogli di giornale, sono ricomparsi due livelli di decorazione risalenti a epoche diverse. Uno più antico, databile agli inizi del XVI secolo, imita un tessuto damascato, l’altro è caratterizzato da una complessa architettura con finte nicchie, cariatidi e scene figurate tra cui spicca una Cacciata dal Paradiso terrestre con vicino scene di vita rurale e di caccia. Sulla cornice superiore si succedono una veduta marina in cui campeggia una nave con il motto biblico «In te confido», sovrastata dalla Allegoria della Fortuna, e scene di caccia e di pellegrinaggio all’interno di un paesaggio che ricorda quello appenninico. 

«Quando, nel 2024, demmo il via ai lavori — ha spiegato la contessa Olimpia Leopardi, discendente del poeta — come da prassi, iniziammo facendo dei saggi sulle pareti; che sotto la pittura più recente ci fosse un semplice decoro ottocentesco lo sapevamo già ed era nostra intenzione, in accordo con la Soprintendenza, riportarlo alla luce per restituire alla sala la dignità che aveva perso con le sovrammissioni successive. Quello che invece non potevamo immaginare era di imbatterci in nuovi colori, tanto brillanti quanto inattesi». 

La scelta di coprire gli affreschi per rinnovare la sala risale al 1841, è quindi plausibile che il poeta, morto nel 1837, abbia potuto vederli prima che venissero nascosti. L’intervento di restauro per riportarli alla luce è stato lungo e complesso, in particolare per la difficoltà di rimuovere gli strati di intonaco sovrapposti nel corso dei secoli successivi: infatti per coprire un’immagine precedente e favorire l’aderenza dei nuovi intonaci, venivano effettuate delle picconature che permettevano una migliore adesione del nuovo intonaco, danneggiando però  il dipinto sottostante, . La Sala degli Antichi, che ospita il ciclo riscoperto, è stata restaurata ed è ora aperta al pubblico, inserita nel percorso di visita della biblioteca.    

11 giugno 2026, 20:02 - Aggiornata il 11 giugno 2026 , 20:02

Potresti esserti perso