Alla vigilia del debutto record di SpaceX in Borsa, l'impero di Elon Musk finisce nel mirino di Teheran. L'Iran ha minacciato di considerare «obiettivi militari» tutte le attività dell’imprenditore sudafricano in Medio Oriente, incluse le infrastrutture della rete satellitare Starlink, aprendo un nuovo fronte nello scontro con Washington in un momento di crescente tensione tra i due Paesi. Secondo l'agenzia di stampa iraniana Fars, vicina ai Pasdaran, le società riconducibili a Musk sarebbero entrate nella lista dei possibili bersagli delle ritorsioni contro gli Stati Uniti.
Teheran trascina Musk dentro il conflitto mediorientale in un momento particolarmente delicato per l’uomo più ricco del mondo. Venerdì 12 giugno SpaceX debutterà al Nasdaq con un'offerta da 555,6 milioni di azioni a 135 dollari ciascuna, un'operazione che punta a raccogliere circa 75 miliardi di dollari e che rappresenta una delle quotazioni più attese dell'anno.
Tra gli obiettivi citati figurerebbe una stazione terrestre regionale di Starlink, il sistema di connessione satellitare sviluppato da SpaceX che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più rilevante nelle aree di crisi e nei conflitti internazionali. La rete, che garantisce accesso a Internet attraverso migliaia di satelliti in orbita bassa, è considerata da molti governi un'infrastruttura strategica per le comunicazioni civili e militari.
La minaccia arriva mentre lo scontro tra Washington e Teheran continua ad aggravarsi. Nelle stesse ore il presidente americano Donald Trump ha alzato ulteriormente i toni, scrivendo sul suo social network Truth che gli Stati Uniti colpiranno l'Iran «molto duramente questa notte». Un messaggio che ha immediatamente alimentato i timori di una nuova escalation militare nella regione.
Per l'Iran, le attività di Musk rappresentano ormai molto più di semplici investimenti privati. Starlink è stata spesso al centro delle critiche delle autorità iraniane, che accusano il sistema satellitare di aggirare le restrizioni imposte dal governo sull'accesso alla rete e di favorire la circolazione di informazioni fuori dal controllo dello Stato. In passato Teheran aveva già contestato il ruolo della piattaforma durante le proteste interne e i periodi di blackout di Internet.
L'avvertimento lanciato da Fars segnala come le aziende tecnologiche americane siano sempre più coinvolte nelle dinamiche geopolitiche globali. Le infrastrutture spaziali e digitali sviluppate da gruppi privati come SpaceX sono diventate asset strategici, capaci di influenzare comunicazioni, sicurezza e operazioni militari. Per questo motivo, in uno scenario di crescente confronto tra Iran e Stati Uniti, anche le società di Elon Musk rischiano di trovarsi al centro della crisi.
La minaccia di Teheran Una arriva nel momento meno opportuno per Musk: mentre Wall Street si prepara a celebrare l’Ipo di SpaceX, che punta a raccogliere 75 miliardi di dollari, il fondatore di Tesla si ritrova ancora una volta al centro di una crisi che intreccia tecnologia, spazio e geopolitica.
Fino a pochi anni fa satelliti, piattaforme digitali e reti di comunicazione appartenevano quasi esclusivamente alla sfera economica. Il fatto che Teheran abbia indicato esplicitamente le società di Musk come possibili bersagli mostra quanto le infrastrutture private americane siano ormai considerate parte integrante del confronto strategico tra Stati e potenze rivali.
11 giu 2026 | 17:20