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Come Hamilton è rinato: ha ricostruito la mente, l'amore con Kim Kardashian. La gioia di Toto Wolff (che ora ha paura)

Come Hamilton è rinato: ha ricostruito la mente, l'amore con Kim Kardashian. La gioia di Toto Wolff (che ora ha paura)

Gli olé scandiscono l’attesa, il divo si fa aspettare. Gli impegni «istituzionali» vanno per le lunghe, il popolo rosso lo aspetta euforico ma composto. Fra i meccanici c’è Pietro Timpini che ha vissuto l’era Schumacher. Ancora non era in Ferrari trent’anni fa quando Michael, qui sotto il diluvio, vinse la sua prima gara con la Scuderia, ma ha sentito un’infinità di racconti. Ragazzi che potrebbero essere suoi figli forse un giorno ricorderanno la rinascita di Sir Lewis, settimo centro in Spagna come nessuno mai. Un boato lo accoglie, si è tolto le extension e ondeggia fra gli spruzzi di champagne.

Che la fiesta cominci in un intreccio di incredibili coincidenze: Alonso, ultimo a vincere su una Ferrari in Spagna nel 2013, ha innescato la safety car — ennesimo guasto dell’Aston Martin — che ha spianato la strada al britannico verso la vittoria con il terzo decisivo cambio gomme, una beffa per Russell e Antonelli. Hamilton singhiozza al traguardo: «Forza Ferrari, non ce l’avrei mai fatta senza di voi».

Sul podio c’è Nico Rosberg a intervistarlo, l’arcirivale con il quale, sempre su questa pista nel 2016, si erano buttati fuori in un crescendo di inimicizia. Ma era un’altra era nella quale collezionava titoli. Il successo numero 106 in carriera, il primo con il Cavallino, non ha paragoni: «È qualcosa di unico, da ragazzino guardavo vincere la Ferrari in televisione e mi domandavo che sensazioni avrei provato se fosse capitato a me. Spero che sia la prima di tante». Si era creato un’opportunità dopo tante difficoltà con una prima fila inattesa, l’ha sfruttata per mettere fine alla lunghissima traversata nel deserto.

Dopo 595 giorni — dal 27 ottobre 2024, Gp del Messico, con Sainz — la Ferrari torna a far festa (mentre le Rosse dell’endurance a Le Mans devono cedere alla Toyota dopo tre edizioni dominate), una strategia perfetta assecondata da una macchina in crescita grazie agli aggiornamenti aerodinamici e affidata all’istinto di un sette volte campione del mondo, capace di esprimersi finalmente ai livelli per i quali era stato preso e strapagato dopo un anno da dimenticare. «Mai perdere la fiducia o la speranza, io ho ricostruito la mia mente e il team mi ha sempre sostenuto, sono loro che hanno reso questo sogno possibile».

Un discorso da leader che accarezza le anime. John Elkann, che lo ha voluto, ringrazia: «Bravo Lewis: un momento emozionante e un risultato che appartiene a tutta la squadra e a tutti i nostri tifosi. Voglio ringraziare tutti per la determinazione e il sacrificio in pista e a Maranello».

Dopo cinque trionfi di fila la striscia magica di Antonelli si ferma per un guasto, ma l’inno d’Italia continua a suonare. Lewis è in un vortice di emozioni, si lascia andare anche a qualche confessione: «Come potete immaginare è anche un momento molto felice della mia vita, e questo di sicuro aiuta». Ci pensa il suo ex capo, Toto Wolff, a svelarne il significato: «Si vede che la nuova fidanzata (Kim Kardashian, ndr) gli sta facendo bene». Poi però il boss della Mercedes, furioso per i problemi di affidabilità («Inaccettabile non finire le gare»), torna a preoccuparsi: «Non vorrei mai averlo come avversario per il Mondiale: quando il treno Lewis parte è molto difficile fermarlo, lo conosco».

Con il ko di Antonelli, Lewis ha ridotto lo svantaggio a 41 punti, tanti considerando la forza della Mercedes che, senza safety car e magari dando ordini a Russell e Kimi invece di lasciarli lottare a lungo, avrebbe infranto i sogni del Re. Mesi difficilissimi di errori e processi mentali: «Li ho superati passando tanto tempo con la famiglia, con gli amici veri, con chi non ha mai dubitato di quanto valessi. Sono sempre stato convinto che con la Ferrari avremmo raggiunto quello che ci eravamo prefissati: per il titolo sarà lunga ma non è finita».

Il successo sarà celebrato a Maranello, per Vasseur «è la ricompensa al lavoro fatto e su Lewis non ho mai avuto dubbi». Il baronetto si è preso la Ferrari: «Ci metterò giorni a capire cosa si prova a vincere con questi colori».

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