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Hamilton, altro che resa e tramonto: ha conquistato la leadership della Ferrari e manda messaggi a Leclerc

Hamilton, altro che resa e tramonto: ha conquistato la leadership della Ferrari e manda messaggi a Leclerc

Un regista perfetto. Di se stesso. Dentro questo ritorno in ghingheri di Hamilton c’è una regia accuratissima, il ripristino di un intero repertorio da star consumata. Per ritrovare una forma mentale e poi fisica strepitose, riemerse sin dalla vigilia di questo Mondiale, ha impegnato una gamma di risorse collaudata, la ricetta che l’aveva portato a dominare la scena a suon di titoli iridati. L’inverno per smaltire la convalescenza, dopo le delusioni del suo primo anno in Ferrari, quindi una completa ristrutturazione delle motivazioni profonde. 

Aveva bisogno di capire come regolare le manopole che segnano ogni rapporto con gli uomini di Maranello e poi di calibrare i gesti, le parole. Politica, strategia, psicologia, con un obiettivo: accarezzare i nervi sensibili delle figure chiave, di una macchina, di una squadra che dovevano diventare sue. Lewis sembra aver compreso quanto fosse vitale la conquista di una leadership interna che egli stesso, ben prima di ricominciare a correre, ha proclamato ripetutamente. Come se fosse quello l’unico modo per ottenerla di fatto, sul campo. Una risalita culminata ieri con un trionfo che segna non solo la storia di questo campionato. Nulla contro Leclerc che pure l’aveva strapazzato lo scorso anno. 

Eppure, ogni singola dichiarazione, anche a Charles era diretta. Messaggi. Per avvisarlo che aveva a che fare con una personalità solida, temprata da anni di box, paddock, sfide, sconfitte e una quantità enorme di successi. Altro che resa, vecchiaia, tramonto. L’ha fatto soprattutto per dare forza a se stesso, con l’intenzione di smentire chiunque, dentro e fuori la Ferrari, aveva dubitato del suo temperamento, della sua classe. Hamilton sembra aver ricevuto conferme intime prima di sorprenderci; si è tonificato prima di battersi, ed è la sua vitalità ora a impressionare, a ribadire la sensazione di trovarci davanti a un campione dalla tenuta inossidabile. Capace di comportarsi da padrone consumato nel momento in cui torna a dominare una scena che, meglio ricordarlo, ancora gli appartiene.

15 giu 2026 | 07:31

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