Dieci buone pratiche per una quotazione vincente: la nona edizione dei «Quaderni di ricerca», realizzata da Intermonte in collaborazione con il Politecnico di Milano, identifica le variabili significativamente correlate con la performance di mercato nel medio-lungo periodo. Nel dettaglio, sono da preferire management team non troppo numerosi: il mercato apprezza organizzazioni snelle e focalizzate; bene le clausole di lock-up: l’impegno degli azionisti esistenti a non cedere i titoli per un periodo determinato rappresenta un segnale credibile di fiducia nelle prospettive dell’azienda; fissare un capitale flottante opportunamente dimensionato: i best performer presentano un flottante medio del 42,1%, un livello sufficiente a garantire liquidità al titolo; evitare prezzi troppo bassi nel collocamento iniziale: un pricing efficiente al momento dell’Ipo si associa a performance migliori nel medio termine; avere un piano credibile di acquisizioni.
Anche la «diversity» di genere e anagrafica nel consiglio di amministrazione dà una marcia in più alle matricole di Borsa, secondo lo studio: una maggiore rappresentanza femminile e un’età media del board intorno ai 50-52 anni sono correlate con valutazioni migliori. Queste alcune tra le dieci regole d’oro che permettono alle Pmi italiane non solo un’opportunità di accesso al capitale ma anche una accelerazione della crescita in termini di fatturato, occupazione e creazione di valore. L’analisi, condotta su un campione di 363 matricole di Borsa Italiana dal 2011 al 2025 con una capitalizzazione inferiore a 1 miliardo di euro ha evidenziato che le imprese del top 10% del campione a 5 anni dall’Ipo raggiungono un rendimento cumulato del +173,8% mentre il miglior 25% a cinque anni genera un rendimento pari a +49,7%.
17 giu 2026 | 14:49