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Mondiali 2026, le partite di oggi in diretta: pari Giappone con la Svezia, ai sedicesimi sfiderà il Brasile di Ancelotti. Olanda ok, c'è il Marocco. Impresa Ecuador, rimonta la Germania e passa

Mondiali 2026, le partite di oggi in diretta: pari Giappone con la Svezia, ai sedicesimi sfiderà il Brasile di Ancelotti. Olanda ok, c'è il Marocco. Impresa Ecuador, rimonta la Germania e passa

(Carlos Passerini, inviato a Dallas) Sarà Brasile-Giappone il sedicesimo di finale che andrà in scena a Houston lunedì, alle 19 italiane, le 12 texane. I nipponici pareggiano 1-1 con la Svezia e chiudono infatti al secondo posto il gruppo F a 5 punti, alle spalle dell’Olanda che vince in scioltezza 3-1 sulla Tunisia e ora se la vedrà col Marocco. Gli scandinavi si piazzano terzi a quota 4 e aspettano il ripescaggio. A Dallas vanno a segno Maeda ed Elanga, entrambi nella ripresa. Non una partita indimenticabile, che si accende solo negli ultimi minuti. Meglio il Giappone nel complesso, che ci ha provato di più, ma sbagliando troppo davanti alla porta avversaria. La Svezia conferma quanto già si sapeva: al Mondiale ci è arrivata dopo aver fatto solo 2 punti nel girone, passando attraverso i playoff grazie al pass della Nations League. Vedremo dove arriverà. Ma la sensazione è che la qualità generale, tolto l’attacco, sia piuttosto modesta.

Una vittoria a testa, un pareggio e una sconfitta: era questo il resoconto delle prime due giornate in cui Giappone, Olanda e Svezia si sono affrontate per il primo posto del gruppo, completato dallo sparring partner Tunisia. L’ultimo turno è stato una resa dei conti. Il c.t. svedese Potter si è affidato ancora una volta ai suoi bomber d’oro, Gyokeres e Isak, una coppia da oltre 200 milioni di euro. Ma non hanno combinato granché, tutt’altro. I giapponesi, accompagnati dai tamburi dei loro tifosi, puntano sul dinamismo dell’ex laziale Kamada a centrocampo. Le reti immediate dell’Olanda sulla Tunisia nell’altra partita a Kansas City costringono le due squadre a gettare subito la maschera e ad affrontarsi a viso aperto. In tribuna c’è Dirk Nowitzki, leggenda del basket Nba, che ha giocato sempre qui con i Mavericks vincendo il titolo nel 2011. La partita però non si sblocca.

Ueda viene contenuto bene dai centrali scandinavi, anche se l’atalantino Hien si fa male e deve essere portato fuori a braccia. Nakamura costringe Zetterstrom a un volo complicato. Il Giappone cresce col passare dei minuti. E infatti nella ripresa trova il gol, meritato, con Maeda, attaccante del Celtic. Al primo tiro in porta, gli svedesi pareggiano, poco dopo: sinistro di Elenga e palla nell’angolino, col portiere sorpreso. Il finale è incandescente, Suzuki è bravissimo due volte. Finisce pari.  

(Salvatore Riggio) L’Olanda fa il suo dovere, batte 3-1 la Tunisia e si prende il primato del Girone F, volando dritta ai sedicesimi di finale. Notte fonda, invece, per i nordafricani, che salutano il Mondiale a quota zero punti e con il caos del clamoroso esonero del c.t. Sabri Lamouchi dopo la sconfitta al debutto con la Svezia. Per l’occasione Ronald Koeman punta su Malen largo a destra e Brobbey come punto di riferimento centrale. La mossa paga subito, perché l’avvio degli Orange è semplicemente straripante. In sette minuti il match è già chiuso. Skhiri sigla una sfortunata autorete, poi Brobbey raddoppia. È fulmineo ad avventarsi su un pallone vagante in area e a scaricarlo in rete. 

Nella ripresa l’Olanda ci prova ancora con Dumfries, ma a segnare è la Tunisia che riapre i giochi con un colpo di testa di Mansouri. L’illusione dura appena otto minuti. A spegnere ogni speranza di rimonta ci pensa van Hecke, che svetta di testa e firma il 3-1. Il gol riaccende improvvisamente la scintilla del match: Reijnders sfiora il poker con un delizioso pallonetto che si stampa sulla traversa dopo un’uscita a vuoto del portiere avversario, mentre sul ribaltamento di fronte Verbruggen deve superarsi per disinnescare un sinistro dal limite di Ben Hassen. Finisce così: 3-1 e primato blindato per l’Olanda. Ai sedicesimi affronterà un avversario tosto: il Marocco nella notte italiana tra lunedì 29 e martedì 

La squadra di Koeman  si impone 3-1 e chiude il girone F al primo posto a quota 7 punti 

Per l'ex Inter, 39 anni, si tratta del quinto Mondiale in carriera

Pareggio immediato, gran gol di Elanga che riceve palla sulla sinistra, si accentra e lascia partite un tiro che trova impreparato il portiere del Parma Suzuki

Gli Orange riallungano subito con il gol di van Hecke, che spizza di testa quel tanto che basta sul corner battuto dall'ex Milan Reijnders

Azione spettacolare e gol di Maeda: Doan serve Ueda, che restituisce subito al numero 10. Da lì l'assist perfetto per Maeda, che da solo davanti al portiere non sbaglia

Reazione d'orgoglio da parte della Tunisia, che segna con Mastouri bravo a staccare più in alto di tutti sugli sviluppi di un corner e a battere Verbruggen

Ultimi 45' di girone per Olanda e Tunisia così come per Giappone e Svezia

Tiro ravvicinato di Nakamura, bravissimo il portiere svedese Zetterstrom a distendersi e a deviare 

Il tiro di Gravenberch viene deviato due volte nell'area di rigore della Tunisia 

Tanto possesso palla per gli asiatici ma neanche un tiro in porta. Intanto un cambio per parte: nella Svezia si fa male l'atalantino Hien, che lascia il posto a Bergvall. Nel Giappone fuori Itakura per Taniguchi

Le due squadre faticano a prendere in mano la partita, fin qui una parata comoda di Suzuki sul tiro di Bernhardsson e un tentativo fuori misura di Maeda

L'Olanda non si trovava avanti di due gol già al 7' dal 1971 (contro il Lussemburgo). La Tunisia invece rischia un'altra goleada dopo i 5 gol incassati con la Svezia e i quattro per mano del Giappone. Nelle ultime due edizioni nessuno ha fatto peggio  

Gli Orange la sbloccano con l'autorete di Skhiri che al 3' butta nella propria porta il cross basso e teso di Dumfries. Il raddoppio arriva al 7' con il solito Brobbey, che sugli sviluppi di una punizione sfrutta nel migliore dei modi la sponda di Van Dijk

Tutto pronto dopo gli inni nazionali

Tunisia (4-2-3-1): Dahmen; Valery, Talbi, Abdi, Ben Hamida; Khedira, Skhriri; Slimane, Mejbri, Gharbi; Mastouri.

Olanda (4-3-3): Verbruggen; Dumfries, Van Hecke, Van Dijk, Ake; Gravenberg, De Jong, Reijnders; Malen Brobbey, Gakpo. 

Giappone (3-4-2-1): Suzuki; Seko, Itakura, Ito; Sugawara, Kamada, Tanaka, Nakamura; Doan, Maeda, Ueda. 

Svezia (3-4-1-2): Widell Zetterstrom; Lagerbielke, Hien, Lindelof; Bernhardsson, Stroud, Ayari, Gudmundsson; Elanga; Gyokeres, Isak. 

(Massimiliano Nerozzi, inviato a Miami) Miracolo sulla trentaquattresima strada, anche se siamo in New Jersey (e non a New York) e se è giugno (e non novembre): però c’è Babbo Natale, per l’occorrenza Gonzalo Plata, attaccante del Flamengo, che quando il pomeriggio (ormai notte in Italia) pareva ormai volgere al triste, con la partita inchiodata sull’1-1 e la Germania davanti, ha acceso l’albero della qualificazione, ormai insperata, per il suo Ecuador. Che andrà alla fase diretta della Coppa del Mondo, dopo vent’anni. Per dare l’idea dell’impresa, la Germania non perdeva da 11 mesi.

Le speranze stavano scadendo come la clessidra del match, pure perché nell’altra sfida del girone, la Costa d’Avorio stava passeggiando su Curacao (doppietta di Pepé). Insomma, tanti saluti al Mondiale. Invece: angolo, spizzata di Rodriguez e colpo di kung-fu di Plata, in casa di Neuer. Pandemonio di mezzo Ecuador, entrato al MetLife Stadium, tinto di giallo. Non è stata fortuna, se non quella dell’attimo fuggente, ma ostinazione e persistenza, di un Ecuador che era riuscito a mettere sotto pressione i tedeschi, sballottati anche nel primo tempo

Eppure, Nagelsmann, già certo dei sedicesimi, aveva piazzato per gara tre del Mondiale la squadra titolare, con Undav, l’eroe con la Costa d’Avorio, ancora in panca (entrerà nel finale). Nemmeno due minuti e la Germania era già in vantaggio con un piazzato di Sané, anche se sotto l’occhio della Var era finita la giocata (con piede ad altezza viso) di Pavlovic su Vite. Subito il pareggio dell’Ecuador, con Angulo alla Neymar, il suo idolo: Vite strappa un pallone dai piedi di Sané sulla trequarti e serve Angulo, appunto, che, dal limite dell’area, anticipa l’intervento di Pavlovic e con un gran tiro da fuori centra l’angolino. Briciole di Germania: grande cavalcata di Wirtz, che porta palla e scarica su Musiala al limite dell’area: l’attaccante del Bayern libera il tiro, ma viene murato da Ordonez.

La Tricolor protesta ancora per un presunto tocco di mano di Kimmich nella propria area di rigore, non sanzionato dall’arbitro, la signora Tori Penso (male). Ritmo alto, con i sudamericani molto aggressivi. Die Mannschaft chiude il primo tempo con la gestione del possesso palla (62 per cento) e più spari (7-2 i tiri), ma l’impressione di aver sofferto la pressione, dell’Ecuador. Come, pur con modalità diverse, era capitato con la Costa d’Avorio. Era successo tutto in fretta, se dopo 30 secondi, Ordonez su Havertz, che sente e, soprattutto, vede l’entrata e va giù: l’arbitro va alla Var a rivedersi tutto, pescando un fallo della Germania in fase di recupero palla (Sané su Vite), per l’azione che avrebbe poi innescato il rigore. Tutto cancellato. La Germania rischiava grosso, tra una parata di Neuer e un gigantesco malinteso tra il portierone e Tah, non la prima volta in crisi. 

Tant’è che, per il rettilineo finale, Nagelsmann toglieva Wirtz per Gross: ovvero, meno talento (offensivo) per più sostanza (e resistenza). Ma c’era ancora sofferenza, con il mezzo miracolo di Stiller su Rodriguez, che stava tirando da due passi. Ormai, la Germania, era solo difesa e ripartenza. Tira brutt’aria, infatti, fino al patatrac del gol e il pandemonio sudamericano. Fino a quale momento, il pari dell’Ecuador avrebbe spalancato i sogni di tutte le altre terze a 4 punti: la spaccata di Plata, se li è presi e portati via.

Ecuador qualificato ai sedicesimi come una delle migliori terze. 

All'85' prendono il posto di Angulo e Yeboah

Su un angolo, ecco la sponda di testa di Rodriguez, e Plata al 78', sotto porta, si riscatta dall'errore precedente. Neuer invece esita troppo. 

La Germania si salva al 73' dopo una svista di Neuer: Caiçedo mette un pallone davanti a Plata, Neuer riesce a rimediare. Ma l'Ecuador, che ha bisogno di un gol per sperare ancora di qualificarsi, stava per ottenere il suo obiettivo. 

terzo cambio dell'Ecuador al 72'.

Gli africani, cui basterebbe anche il pari per la promozione, sostituiscono il bomber Pépé, Bonny e Diomandé con Wahi, Diakité e Touré. 

Esce Nmecha nei tedeschi al 68'

Al 64' dentro Rodriguez e Preciado per Valencia e Franco

Lampo dalla distanza dell'ecuadoriano, il portiere respinge con i pugni al 62'. 

Advocaat si rivolge ad Antonisse al posto di Comenencia al 61'

Sostituzione al 60', Nagelsmann toglie Kimmich e Havertz.

Intanto alla Germania era stato assegnato un rigore per un fallo subito da Havertz al 47', ma in avvio di azione Sané aveva falciato Pedro Vite, per questo motivo dopo on field review si è ripartiti al 49' con un calcio di punizione per l'Ecuador.

Inao Oulai rileva Diallo negli africani. 

Dentro Stiller per l'ammonito Pavlovic nei tedeschi. 

poco fa occasione per Diallo che però ha scagliato la palla altissima. 

In questa fase — siamo al 20' — la Germania sembra soffrire un po' la pressione dell'Ecuador, che proprio da una situazione di pressing alto ha trovato la rete. 

Vite riesce a rubare palla a Sané sulla trequarti e a servire Angulo che, dal limite, anticipa l'intervento di Kimmich e con un destro da fuori trova l'angolino.

Nicolas Pépé, imbeccato da Yan Diomande che approfitta di una svista generale della difesa, scocca un sinistro da posizione molto ravvicinata a centro porta.

Germania in vantaggio dopo 1'50": prima Florian Wirtz viene murato in area poi, sugli sviluppi dell'azione,  lo stesso Wirtz serve al centro Leroy Sané. Dribbling e sinistro sull'angolo lontano. Dubbi, però, per una gamba molto alta di Pavlovic vicino alla tempia di Vite. 

Curaçao (5-4-1): Room; Brenet, Gaari, Obispo, Floranus, Fonville; Chong, Comenencia, L. Bacuna, J. Bacuna; Locadia. Allenatore: Advocaat
​Costa d'Avorio (4-4-2): Y. Fofana; Doué, Kossounou, O. Diomande, Operi; Diallo, Kessié, Sangaré, Y. Diomande; Pépé, Bonny. Ct. Faé

Ecuador (4-4-2): Galindez; Franco, Ordonez, Pacho, Hincapie; Plata, M. Caicedo, Vite, Angulo; Yeboah, E. Valencia. Allenatore: Beccacece.
​Germania (4-2-3-1): Neuer; Kimmich, Rüdiger, Tah, Raum; Nmecha, Pavlovic; L. Sané, Musiala, Wirtz; Havertz. Allenatore: Nagelsmann.

(Gennaro Scala) Doveva essere la notte del Messico, della festa sfrenata dopo la vittoria per 3-0 sulla Repubblica Ceca che blinda il cammino mondiale nella terza giornata della fase a gironi. Si è trasformata, in pochi secondi.
A Cabo San Lucas, perla turistica della Baja California, un'auto è piombata sulla folla in festa: il bilancio provvisorio parla di almeno 17 feriti. Leggi cosa è successo

(Cecilia Mussi) Nemmeno l’anatra più famosa del mondo ha vinto contro la Fifa. Merlín, il portafortuna del Messico e ormai proclamata la mascotte non ufficiale della squadra, ieri sera era stato invitata allo stadio di Città del Messico per filmare alcuni contenuti con una tv locale e poi assistere in prima fila alla partita contro la Repubblica Ceca.
Trattata ormai come una vera star (nei giorni scorsi ha anche incontrato la presidente Claudia Sheinbaum, con cui ha trascorso una giornata «di lavoro»), l’anatra è stata portata fino all’ingresso della struttura in macchina, in una comoda gabbia. Ma lì è stata bloccata dalla sicurezza, perché... Il racconto del divieto d'accesso all'Azteca.

(Salvatore Riggio) Si chiude nel peggiore dei modi l’avventura della Turchia ai Mondiali, già eliminata dopo due sconfitte in due partite. L’arrivo della squadra a Los Angeles per l’ultimo match contro gli Stati Uniti è stato tutt’altro che sereno: davanti all’hotel del ritiro un gruppo di contestatori ha preso di mira il c.t. Vincenzo Montella e il presidente federale Ibrahim Haciosmanoglu con cori come «Montella go home», «Vergognatevi». 
​[...]
​Tuttavia a infiammare l’ambiente resta la scia di polemiche legata al k.o. contro il Paraguay. Durante un momento di caos, l’arbitro Ivan Barton ha perso il proprio smartwatch e... Leggi cosa è successo.

(Massimiliano Nerozzi, inviato a Miami)  Pare davvero un altro pianeta, questo degli stadi made in Usa, dalla Mercedes Benz Arena di Atlanta, una specie di Forum di Assago moltiplicato per cinque, al Sofi Stadium di Los Angeles, un'astronave full optional: bagni che non sembrano campi di battaglia, senza code da barriera di Melegnano per andarci, buona visuale da qualsiasi posto (che tu abbia pagato 60 o 2.735 dollari), maxischermi per i replay meglio di una multisala, scale mobili e, that's incredible (per l'Italia), sconfinati parcheggi per auto e bus (non gestiti dalla criminalità organizzata). Un panorama senza sorprese per chi s'interessa di football americano — quello che ha prestato casa al Mondiale — o di baseball, sconfortante per il medio viandante del pallone, soprattutto alla luce del prezzo dei biglietti per alcuni big-match di serie A, a fronte di impianti al limite della presentabilità. Con l'unica eccezione, secondo le richieste della Uefa per la candidatura a Euro 2032, dell'Allianz Stadium. Leggi tutta l'analisi del nostro inviato.

In campo per la terza e ultima giornata di questo Mondiale i gironi D, E ed F. In ogni girone partite in contemporanea per le 4 squadre partecipanti. Dopo i primi verdetti e classifiche definitive di ieri, oggi conosceremo i destini di altre squadre. Chi si qualificherà per i sedicesimi? E chi, invece, tornerà a casa? Seguendo l'ora italiana avremo: per il girone E, Ecuador-Germania (ore 22) e Curacao-Costa D'Avorio (sempre alle 22). Per il girone F nella notte italiana tra giovedì e venerdì all'1 avremo Giappone-Svezia e Tunisia-Olanda. Infine, sempre nella notte italiana tra giovedì e venerdì alle 4, per il girone D giocheranno Turchia-Usa e Paraguay-Australia. Qui il programma completo delle partite

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