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Italia e c.t., Conte e Mancini in attesa, Malagò studia: Albertini, Bergomi o Ranieri come direttore tecnico

Italia e c.t., Conte e Mancini in attesa, Malagò studia: Albertini, Bergomi o Ranieri come direttore tecnico

Vanno prima viste le carte, per capire poi che tipo di partita giocare. È la regola base, non può non valere pure per Giovanni Malagò. Che stasera rientra a Roma da Losanna e incontra il ministro per lo Sport Andrea Abodi. E durante il meeting sarà toccato inevitabilmente anche il tema della ristrutturazione del Club Italia.

Del resto, lo ha spiegato lo stesso ministro in un'intervista a Sky: «I nomi per il prossimo ct e per il direttore tecnico sono importanti, ma serve un disegno sportivo e un'organizzazione che mi auguro possa essere determinata da un assetto nuovo del Club Italia. Credo si debba partire da qui». È proprio quello che ha in mente Malagò: ridefinire i contorni del Club Italia. Del quale non vorrebbe essere direttamente il presidente.

L'idea principe del nuovo numero uno Figc è quello di affidarsi a una figura unica, che sia allo stesso tempo dirigenziale e tecnica. Quello che poteva essere (e non sarà) Paolo Maldini: sono già partiti i colloqui — indiretti, non diretti — di Malagò, la raccolta di informazioni. Demetrio Albertini è un nome che va tenuto in considerazione: in passato ha già avuto un ruolo in Figc, seppur diverso da quello che gli sarebbe consegnato oggi. Beppe Bergomi avrebbe lo status e prenderebbe in considerazione l'idea, ma non è ancora stato contattato. Claudio Ranieri avrebbe il physique du rôle, ma forse solo dal punto di vista tecnico.

Il giro d'orizzonte è iniziato. Ma entrerà nel vivo domani. Malagò metterà piede in via Allegri da presidente, dopo aver «assaggiato» la sede già lunedì sera dopo l'elezione. E inizierà a studiare le carte, appunto. A capire i margini di manovra, economici e non solo, per portare avanti l'idea di Nazionale che ha in testa.

La scelta del nuovo ct avverrà di conseguenza. Il duello tra Roberto Mancini e Antonio Conte è aperto, è possibile che Malagò deciderà di confrontarsi direttamente con entrambi. Conte gradisce l'idea di un ritorno, ha il vento alle spalle della Lega di A e sa benissimo che l'ingaggio che eventualmente gli proporrebbe la Figc sarebbe inferiore a quello di un club. Già, ma quanto inferiore? Quanto colmabile, con un bonus risultati? È la domanda a cui deve dare una risposta lo stesso Malagò. Che una soluzione a portata di mano ce l'ha già ed è Mancini.

E il problema del consenso, dopo l'addio tumultuoso del 2023? Malagò saprebbe come superarlo, assicura chi lo conosce bene. Sotto con le carte, allora.

25 giu 2026 | 07:32

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