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Il confronto tra i nostri attaccanti e Messi, Ronaldo, Mbappé, Haaland: Malagò, come si fa a festeggiare?

Il confronto tra i nostri attaccanti e Messi, Ronaldo, Mbappé, Haaland: Malagò, come si fa a festeggiare?

Giovanni Malagò voleva festeggiare la sua elezione a guida del calcio italiano e aveva fatto qualche invito mirato, solo gli affetti più sinceri, una serata intima, importante sul piano dei sentimenti. Il fil rouge era vedere in compagnia i Mondiali. Non l’avesse mai fatto. Messi doppietta, Mbappé doppietta, Haaland doppietta, Ronaldo doppietta. Per peggiorare la situazione poi gli fanno vedere qualche felice immagine di Olise, Kane, Bellingham, quelle macchie televisive ricche di gol e talento. Cambia l’umore di Malagò. Lascia la compagnia, si scusa con gli amici e va nel suo studio. È la fine: gli vengono in mente a turno Retegui, Scamacca, Kean, Raspadori, quel bravo figlio del futuro di Pio Esposito, tutti in maglia azzurra, «da trattare con amore…» aveva detto nell’intervista al Corsera e ieri lo ha ribadito nella sua prima conferenza stampa. 

La crisi di Malagò aumenta: come si fa a fare e vincere un confronto con questi bravi ragazzi, i migliori convocabili in azzurro, con Mbappé, Haaland, Kane, Olise, Yamal, Vinicius, Diomande, Havertz e Saibari? Torna nel salone di casa Malagò e annuncia ai pochi invitati le sue dimissioni da numero uno della Federcalcio. Scuote la testa e con un filo di voce si limita a dire «Non ce la faremo mai…». Questa fantasiosa sceneggiatura tragicomica di «Casa Malagò» stile Vianello per fortuna è lontana dalla realtà, ma quella del calcio italiano invece contempla un livello tecnico dei nostri uomini gol, che meritano sì rispetto, ma che mette paura. Tornerà Mancini? O Conte? Meglio il secondo del primo, per tanti motivi: lontani ovviamente dal rancore che spesso ha animato Mancini e restando grandi estimatori del Mancio, siamo convinti che Conte è più uomo da svolta: forte e immediata, quella necessaria per lanciare la volata e il rilancio del calcio italiano.

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