(Paolo Tomaselli, inviato a Filadelfia) I giorni dell’Ira(n) al Mondiale non sono ancora finiti, anzi. Il Team Melli è stanco, nervoso, sotto pressione, ma resiste contro il Belgio grazie alle straordinarie parate dell’icona Beiranvand, va addirittura vicino alla vittoria con gli avversari in dieci (Taremi il più pericoloso, costringe Ngoy al fallo da espulsione), poi incassa un pareggio che in vista dell’ultima giornata lo tiene davanti ai Diavoli Rossi per il maggior numero di gol segnati.
«Siete più forti di tutto» aveva detto il presidente della Fifa Gianni Infantino nello spogliatoio degli iraniani dopo il deludente pareggio contro la Nuova Zelanda, nel quale ha pesato lo stress di una squadra che negli Stati Uniti è un ospite mal sopportato, ma insegue il sogno di qualificarsi per la prima volta nella sua storia alla fase a eliminazione diretta. E la reazione nella seconda partita è orgogliosa e lucida: tutto è ancora aperto.
Il Belgio, che a sua volta era stato fermato sul pari dall’Egitto al debutto, non riesce a uscire dal suo labirinto: De Ketelaere non è una punta centrale e non ha inciso nella prima partita, mentre Lukaku, ieri in campo fino alla mezzora della ripresa, si trascina stancamente ed esce sfinito: il Belgio al Mondiale, autoreti escluse, non segna da oltre 400’ minuti. Un’eternità. Anche se soprattutto la parata di Beiranvand su De Cuyper è un’impresa del portiere, ex pastore e senzatetto.
Prima della gara il ct iraniano Ghalenoei dice due cose importanti. La prima è che la sua squadra avrà maggiore flessibilità nei movimenti per la partita decisiva contro l’Egitto: «Ci hanno detto che a Seattle “potete fare quello che volete, potete agire come volete e potete arrivare prima”. Ma mi chiedo perché non ci hanno permesso di arrivare prima anche per le altre due partite? Fin qui non abbiamo avuto il trattamento delle altre Nazionali e non è giusto».
Anche ieri l’Iran ha lasciato Los Angeles subito dopo la gara per tornare a Tijuana, anche se il disagio con la partita a mezzogiorno riguarda soprattutto la vigilia, più che il post partita: «Sappiamo di avere la nostra nazione con noi, giochiamo per i nostri martiri in Iran ma siamo un Paese oppresso e spero che questo tipo di comportamento non diventi una pratica istituzionalizzata durante la Coppa del Mondo. Avevamo bisogno di trascorrere 24 ore a Los Angeles, ma ce ne hanno concesse meno di 16. Questi limiti hanno reso tutto molto difficile per noi. Siamo qui per il calcio, non per la politica, le nostre lamentele riguardano il modo in cui siamo stati trattati. E non ho sentito nulla dagli altri allenatori, se avessi visto un’altra squadra trattata come stiamo venendo trattati noi, io avrei detto qualcosa...».
La mancata solidarietà da parte degli altri allenatori è sicuramente un tema ma è una sorpresa relativa: solo il norvegese Solbakken fin qui ha toccato la questione, parlando di «ipocrisia da parte di tutti, perché è un Mondiale in tempo di guerra, che coinvolge il Paese organizzatore e un altro che partecipa». E che non ha intenzione di andare a casa prima del previsto.
(Massimiliano Nerozzi, inviato ad Atlanta) È stato un inno alla libertà, mica solo una partita: ai diciott’anni (ce lo dimentichiamo spesso) di Lamine Yamal, ai suoi dribbling da baro e al suo incedere da illusionista, al suo primo gol in un Mondiale (bruciando per 14 giorni Messi, nel 2006) e alla leggerezza di tutta la Spagna, nuovamente in formato Campione d’Europa; tutte cose che hanno sbriciolato la sfida di Atlanta (3-0 in meno di mezz’ora, 4-0 al gong) prima ancora che l’Arabia Saudita ci mettesse piede e testa dentro.
Il ragazzo più atteso dell’universo aveva preparato la rivincita — «Dopo un pareggio per voi eravamo pessimi, ma chi capisce di calcio sa che non è così» — per poi cucinarla sul prato, dopo dieci minuti: cross di Oyarzabal, centravanti ovunque, e gol di Yamal in scivolata, sul secondo palo. D’accordo, quello sarebbe stato un pallone di Alowais, portiere tragico, ma tutti gli errori del mondo (ne combinerà altri) non levano pathos alla scena, specialmente ai ragazzini con addosso la maglia rossa: «Sono venuto a vedere Lamine, non la Spagna», dice il bambino sulle spalle di papà, entrambi con la maglia di Yamal addosso. Detto che con il numero 19 le cose si fanno più semplici, stavolta Luis de la Fuente non ha fatto pasticci, ritoccando la formazione (4 cambi rispetto al pari con Capo Verde) e presentando un assetto in bilico tra il 4-2-3-1 e il 4-3-3 che ha dato respiro al palleggio, togliendolo invece al nemico, con la pressione. Per dire, Dani Olmo ha portato più idee e geometrie nello stretto, Baena ha martellato dalla sinistra (invece di un Gavi che aveva fatto fatica, lì), mentre Oyarzabal, il migliore in campo, è stato uno e trino: l’assist per Lamine, due reti e una traversa. Qua e là, pasticci assortiti dell’Arabia Saudita che pure era stata presentabile e ordinata con l’Uruguay ma che qui ha fatto fatica a uscire dalla propria tre-quarti. Pasticci mediorientali pure in apertura di ripresa, sul tiro di Cucurella, che un flipper portiere-difensore trasforma in autogol.
All’intervallo, il c.t. spagnolo aveva già levato Yamal, vista l’attuale autonomia da auto elettrica, per la delusione delle groupies del fenomeno. Fuori anche Oyarzabal e Dani Olmo, per evitare infortuni. Non per problemi di fiato, visto che la grandiosa Mercedes Arena offriva tetto e aria condizionata. La Roja ha ritrovato qualità — possesso l’aveva avuto già con Capo Verde — e, ancor di più, riferimenti di gioco, tornati a manifesto: Baena è complementare a Cucurella, miscelando le rotazioni sul centrosinistra, Dani Olmo e Pedri offrono soluzioni all’interno del blocco difensivo avversario e Oyarzabal s’è ripresentato con attacco alla profondità sempre e comunque. E Yamal è Yamal: al di là del booster tecnico, porta una spinta emotiva, nei compagni e tra il pubblico, che fa pensare possa sempre accadere qualcosa di magico. La goleada non s’è fatta tennistica solo per il fuorigioco di Ferran Torres certificato dalla Var. Finisce con Yamal a salutare, nel mezzo, il ragazzino che s’è fatto star: «Segnare alla prima da titolare ai Mondiali è un sogno, pensare che gli ultimi li avevo guardati in classe».
La partita si conclude con l'occasione di Lukebakio. Termina senza gol e con un punto a testa il match tra Belgio e Iran
Cinque minuti di recupero
Sfida tra portieri. Ora la parata è di Beinranvand che neutralizza il tiro belga
Altra parata del portiere sul tiro da fuori di Ezatolahi
Follia di Ngoy che da ultimo uomo perde palla e atterra Taremi lanciato a rete: rosso diretto
Beiranvand miracoloso sul tiro ravvicinato di De Cuyper
Altra grande parata di Courtois sul tentativo di Taremi
L'esterno del Milan prova la girata al volo: la palla accarezza la rete
Brutto intervento su Trossard: il belga rimane a terra per qualche minuto, ma sembra in grado di continuare
Si parte: è iniziato il secondo tempo.
Nonostante un buon finale di primo tempo, il Belgio non trova il gol. 0-0 all'intervallo
Il Belgio ha alzato i ritmi e impensierisce l'Iran. Di De Cuyper l'occasione più pericolosa: il suo tiro al volo trova la risposta del portiere avversario
Grande schema su punizione, Taremi riceve solo in area e di sinistro batte Courtois, ma è in fuorigioco: gol annullato
Grande botta di Tielemans: Beiranvand manda in angolo
Che intervento del portiere del Real Madrid che con grande reattività interviene sulla girata di Kanaani
Belgio vicino al vantaggio. Doppia occasione nel corso della stessa azione: prima con De Bruyne, poi con De Cuyper. Entrambi i tiri ribattuti
Ammonizione per Lukaku per gioco pericoloso su Beiranvand
Tutto pronto: inizia la partita. Primo possesso del Belgio
BELGIO (4-2-3-1): Courtois; Meunier, Ngoy, Mechele, De Cuyper; Raskin, Tielemans; Salemaekers, De Bruyne, Trossard; Lukaku. C.t. Garcia
IRAN (4-4-2): Beiranvand; Rezaeian, Khalilzadeh, Kanani, Hajisafi; Mohebi, Ezatolahi, Ghoddos, Hardani; Taremi, Nemati. C.t. Ghalenoei
Termina la partita tra Spagna e Arabia Saudita. Poker della Spagna che torna alla vittoria in un Mondiale
Manita di Ferran Torres annullata per posizione di fuorigioco
Una partita ormai con poche emozioni. La Spagna amministra e tiene il risultato
Arriva il momento dell'altro gemello, Nico Williams. Minuti importanti per lui dopo le settimane fuori per problemi fisici
Arriva il quarto gol: Cucurella al volo, rimpallo e autogol di Altambakti
Inizia la ripresa. Nella Spagna entrano Yeremy Pino e Ferran Torres al posto di Yamal e Oyarzabal. Cambi anche nell'Arabia Saudita: Al-Hamdan e Kanno al posto di Juwayr e Al-Khaibari
Dopo cinque minuti di recupero, finisce il primo tempo. Dominio spagnolo
Ancora lui, tiro da posizione defilata: palla a lato
Errore in disimpegno della difesa dell'Arabia Saudita, la palla arriva a Oyarzabal che con un esterno morbido prova il pallonetto: traversa
La Spagna mantiene il possesso e il controllo del gioco
Dominio Spagna, grande azione e ancora Oyarzabal: 3-0
Oyarzabal mette la sua firma: sugli sviluppi di un calcio d'angolo e dopo diversi rimpalli il pallone arriva allo spagnolo che realizza il raddoppio
Ancora Spagna, questa volta con Oyarzabal. Tiro rasoterra, Al-Owais si distende e respinge
Imbucata di Yamal per Baena, bravo Al-Owais ad anticipare
Eccolo l'uomo più atteso. Ci ha messo poco più di 10 minuti per sbloccare la partita: cross sul secondo palo di Oyarzabal, ci arriva Yamal sul secondo palo. Spagna avanti
Yamal prova il tiro. Il pallone va alto. Il talento del Barcellona già al centro della partita
La stella spagnola scappa sulla destra, sul suo cross però non arriva nessun compagno
Partita iniziata: primo possesso per la Spagna
Era la notizia più attesa: Yamal partirà dal primo minuto. Tutto pronto per l'esordio da titolare della stella spagnola
SPAGNA (4-3-3): Unai Simon; Pedro Porro, Laporte, Cubarsi, Cucurella; Alex Baena, Rodri, Pedri; Yamal, Oyarzabal, Dani Olmo. C.t. de la Fuente
ARABIA SAUDITA (4-4-2): Al Owais; Abdulhamid, Al Tambakti, Al Amri, Al Harbi; Ali Lajami, N. Al Dawsari, Al Khaibari, S. Al Dawsari; Al Brikan, Al Juwayr. C.t. Donis
Apre la giornata la Spagna che vuole riscattarsi dopo il deludente pareggio contro Capo Verde all'esordio. Davanti ci sarà l'Arabia Saudita (1-1 nella prima partita contro l'Uruguay). Potrebbe essere la prima da titolare per Yamal. Alle 21 toccherà a Belgio e Iran. Per entrambe un punto a testa nella gara di debutto. Nella notte, invece, si giocheranno Uruguay-Capo Verde (a mezzanotte, orario italiano) e Nuova Zelanda-Egitto (alle 3 italiane).
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