Prima. Seppur in compagnia. La Lazio vince 2-0 in casa del Venezia (ancora a zero punti, Stroppa rischia l'esonero) facendo registrare la miglior partenza della propria storia. Mai, infatti, i biancocelesti avevano vinto quattro delle prime cinque giornate di campionato, pareggiandone una. La squadra di Gattuso ha sofferto inizialmente le iniziative del Venezia, capace di schiacciare la Lazio nella propria trequarti. I veneti, che pure avrebbero meritato, non hanno sbloccato il risultato solo per una serie di parate di Mandas (fenomenale contro Yeboah in occasione del rigore).
La Lazio ha sbagliato molto, sia con i singoli (doppio pasticcio di Floriani Mussolini e Mandas che provocano un calcio di rigore per fallo del greco su Correia), ma anche come squadra. Eppure i biancocelesti hanno retto, resistito, venendo fuori nella ripresa. Gattuso, nonostante i primi 45' minuti deludenti, non ha voluto cambiare nulla, ottenendo però un evidente riscatto dai suoi. Già al 50', infatti, Taylor si è conquistato il rigore che Zaccagni ha poi realizzato (non segnava in A da novembre 2025).
Il merito dei biancocelesti è stato quello di non accontentarsi del vantaggio, continuando a premere il piede sull'acceleratore, trovando presto il raddoppio, confezionato da due calciatori rivitalizzati da Gattuso: il cross, infatti, è di Nuno Tavares, il colpo di testa vincente è di Noslin. Da quel momento la Lazio ha gestito il pallone, senza più concedere grandi occasioni al Venezia, che comunque non si è mai arreso realmente. La squadra di Ringhio, quindi si è imposta mostrando maturità, ma anche qualità, quando è riuscita a riprendersi campo. Il primato dei biancocelesti, che venivano da un'estate particolarmente complicata e contestata, è tanto sorprendente quanto meritato. Gattuso è riuscito a isolare i suoi ragazzi, stimolandoli e istruendoli tatticamente, stravolgendo le idee del suo predecessore Sarri. Ottenendo però risultati straordinari, in pochissimo tempo.
19 settembre 2026, 22:37 - Aggiornata il 19 settembre 2026 , 22:42