La tenuta di Binance supera il primo test dopo il maxi-attacco informatico che ha colpito la maggiore piattaforma di scambio di criptovalute al mondo. I clienti hanno ritirato 3,64 miliardi di dollari netti nelle prime nove ore e mezza successive alla ripresa parziale dei prelievi, domenica, dopo il furto di oltre 6,3 miliardi di dollari attribuito dalle autorità americane a un gruppo di hacker nordcoreani. Una cifra imponente in valore assoluto, ma che Binance considera gestibile: i deflussi netti rappresentano il 2,1% degli asset detenuti sulla piattaforma. Secondo i dati diffusi dall'exchange su X, i prelievi lordi hanno raggiunto 4,649 miliardi di dollari, a fronte di depositi per 1,01 miliardi. Dopo una prima impennata, i volumi in uscita avrebbero cominciato a ridursi e a stabilizzarsi.
La società ha inoltre contestato le rilevazioni di DefiLlama, secondo cui i deflussi sarebbero arrivati a 5,81 miliardi di dollari, sostenendo che i dati non tengono conto di alcuni trasferimenti verso nuovi portafogli interni. Il dato sui prelievi rappresenta un primo indicatore della reazione dei clienti dopo uno degli attacchi più rilevanti mai registrati nel settore finanziario. «La nostra priorità assoluta è garantire un ambiente sicuro, dopo di che gli utenti potranno ritirare i propri fondi e Binance potrà riprendere le operazioni», ha dichiarato la co-amministratrice delegata Yi He in un messaggio pubblicato lunedì su X.
La società assicura di essere in grado di assorbire le perdite. Secondo quanto comunicato dall'exchange, circa il 95% delle criptovalute sottratte sarebbe già stato sostituito attraverso risorse aziendali, un fondo assicurativo e un fondo dedicato alle violazioni della sicurezza. Per recuperare gli asset meno liquidi servirà invece più tempo. Il ripristino dei servizi procede per fasi. Binance ha riattivato i prelievi di bitcoin sulla propria rete e quelli di ether e di alcune stablecoin in dollari sulla rete Ethereum, dando priorità alle richieste degli utenti. Altre operazioni restano temporaneamente limitate per diverse criptovalute. La piattaforma, che dichiara oltre 335 milioni di utenti nel mondo e un volume medio giornaliero di scambi pari a 95 miliardi di dollari tra criptovalute e derivati, ha anche sottolineato che gli afflussi di nuovi fondi continuano. Al 28 ottobre, il patrimonio complessivo dichiarato ammontava a 171 miliardi di dollari.
Numeri che aiutano a spiegare perché, nonostante la gravità dell'incidente, non si sia verificata una corsa generalizzata all'uscita. «L'attacco non ha ancora innescato un panico diffuso o prelievi massicci e concentrati», ha osservato Tim Sun, ricercatore senior di HashKey Group. Il rischio, tuttavia, va oltre il denaro sottratto: la vicenda potrebbe indurre operatori professionali, investitori istituzionali e market maker a ridurre la propria esposizione al settore.
L'attacco è avvenuto nella notte di giovedì. Sabato l'Fbi ha attribuito la responsabilità al gruppo TraderTraitor, legato allo Stato nordcoreano e già noto agli analisti per le sue capacità tecniche. Secondo le autorità americane, i proventi delle operazioni informatiche nordcoreane contribuiscono anche a finanziare i programmi di armamento del Paese. Una parte dei fondi sottratti, circa la metà secondo le stime disponibili, era costituita da stablecoin. Alcuni emittenti sono riusciti a congelare gli asset individuati: Circle, la società che emette USDC, ha dichiarato lunedì di aver bloccato oltre 1,1 miliardi di dollari.
La possibilità di tracciare le transazioni sulla blockchain offre strumenti per seguire il percorso del denaro, ma non garantisce il recupero immediato dei fondi. La difficoltà consiste nel coordinare rapidamente le azioni necessarie per bloccare gli asset prima che vengano trasferiti o convertiti. «Il futuro delle criptovalute non sarà deciso da quanto denaro entrerà nel mercato, ma da quanto quel denaro sarà al sicuro una volta arrivato», ha dichiarato Jonathan Benton, fondatore e amministratore delegato della società di recupero di asset digitali iSanctuary ed ex responsabile dell'unità anticorruzione internazionale della National Crime Agency britannica.
Le conseguenze potrebbero farsi sentire soprattutto sul fronte istituzionale, proprio mentre una parte del settore puntava sull'ingresso di capitali professionali per sostenere i prezzi e consolidare il mercato. Venerdì gli Etf spot sul bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno registrato deflussi per 643 milioni di dollari, il dato giornaliero più elevato di ottobre. Nella stessa giornata sono state liquidate posizioni a leva per oltre 1,3 miliardi di dollari, secondo Ari Redbord, responsabile globale delle politiche di TRM Labs, società americana specializzata nell'analisi della blockchain.
«Questi dati indicano che gli investitori stanno riducendo il rischio», ha spiegato Redbord, sottolineando come un attacco a un exchange equivalga a «una rapina in banca alla velocità di Internet». Una dinamica che rende più difficile per chi gestisce capitali altrui valutare e controllare l'esposizione al rischio. Dopo aver toccato venerdì i minimi da sei settimane, il bitcoin è risalito nel fine settimana, tornando sopra quota 78 mila dollari lunedì. Anche ether ha recuperato terreno dopo aver raggiunto il livello più basso degli ultimi due mesi. La stabilizzazione dei prezzi, tuttavia, non basta a escludere un cambiamento più duraturo nelle scelte degli investitori.
Un altro segnale arriva dalle capitalizzazioni delle stablecoin, che possono offrire un'indicazione dei flussi in entrata e in uscita dal mercato cripto. La loro contrazione da venerdì suggerisce che una parte dei capitali potrebbe essersi spostata verso la liquidità o gli strumenti finanziari tradizionali. Per Binance, la priorità è dimostrare di poter garantire la continuità operativa e il rimborso dei clienti. Per il mercato nel suo complesso, la questione è più ampia: convincere gli investitori che l'accesso a un'infrastruttura digitale globale non comporti rischi di sicurezza incompatibili con la gestione professionale del risparmio.
2 novembre 2026, 10:50 - Aggiornata il 2 novembre 2026 , 10:53