Dieci anni di attività, oltre 200 milioni di euro investiti in Italia dal 2016 e un nuovo piano da 100 milioni per il prossimo triennio. Froneri — secondo produttore mondiale di gelato con i brand Maxibon, Nuii e Coppa del Nonno, nato dieci anni fa dalla joint venture tra PAI e Nestlé — celebra il suo primo decennio nel mercato italiano con un fatturato 2025 superiore ai 380 milioni di euro, in crescita del 43,4% rispetto al 2017. «Il gelato industriale è un’industria molto interessante: in Italia vale circa 2,2 miliardi ed è storicamente rilevante nel panorama alimentare» spiega Quirino Cipollone, amministratore delegato di Froneri Italia dove la società comprende due realtà: Eskigel, più orientata alla produzione per le marche dei distributori, e Froneri, che è la parte dedicata ai brand. Eskigel è a Terni, in Umbria; Froneri è a Ferentino, vicino Frosinone, nello storico stabilimento Nestlé. Due aziende con una lunga storia e un forte impatto industriale sul territorio: «la quasi totalità delle materie prime e del packaging proviene dalla filiera italiana. Nel picco stagionale arriviamo a circa 1.200 dipendenti».
Il settore oggi sta vivendo una trasformazione profonda, guidata da nuovi stili di vita e da un consumo sempre più premium.«Il pranzo familiare non esiste più -, racconta -. Le famiglie si sono ridotte, i pasti si sono destrutturati, e il consumo si è spostato verso momenti individuali, soprattutto nel pomeriggio e nella fascia serale. Oggi il gelato risponde a un bisogno di gratificazione, flessibilità, ricarica emotiva. Si è passati dalle classiche vaschette ai gelati snacking e premium: stecchi, coni, sandwich, coppette».
Una fotografia che coincide con i numeri del settore: nel 2025 il comparto retail ha superato 1,5 miliardi di euro, con una crescita media annua del +5,3% nell’ultimo decennio con circa l’80% composto da gelati snacking, e solo il 20% da vaschette». Oggi l’80% delle occasioni di consumo avviene fuori dal pasto. «Tra il 2016 e il 2025 il valore delle vendite dei marchi Froneri nel segmento dei multipack è raddoppiato» .
Il consolidamento della capacità produttiva ha permesso all’azienda di varare un nuovo piano di investimenti. «Nei prossimi tre anni investiremo circa 100 milioni di euro: 40 milioni in investimenti industriali (innovazione, tecnologia, sviluppo) 60 milioni andranno in marketing, ricerca e sviluppo e innovazione Le risorse saranno impiegate tutte in Italia, a conferma del ruolo centrale del Paese nel gruppo».
Il portafoglio marchi è uno dei punti di forza dell’azienda. Maxibon è il brand cresciuto di più negli ultimi tre anni, con un +16,5% medio annuo, e la variante Classic. Segue Coppa del Nonno, storica, che l’anno scorso ha compiuto 70 anni. E infine Nuii, «il nostro gelato premium, lanciato nel 2019, che è diventato in sei anni il secondo brand nel segmento degli stecchi premium, con circa 3,5 milioni di famiglie acquirenti e circa 50 milioni di fatturato. Abbiamo appena lanciato anche Baci Gelato, di cui sono molto orgoglioso».
Tre gli ingredienti per il successo: «innovare davvero, qualità altissima (con vero cioccolato, panna, ingredienti selezionati) e un’esperienza unica. Se il prodotto non è buono, il consumatore non lo ricompra. Non ci sono scorciatoie». Con una pipeline di innovazione molto ricca non si escludono anche novità future: «Non posso anticipare tutto, ma già l’anno prossimo arriveranno novità importanti. L’obiettivo è consolidare i brand principali e continuare a innovare». L’obiettivo è lavorare per restare primi dove già lo siamo, doveinvece siamo secondi, lavoriamo per diventare migliori. La nostra ambizione è semplice: essere la migliore company di gelato, non necessariamente la più grande».
24 giu 2026 | 14:55