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Gattuso si è liberato dalla sindrome Nazionale: ha messo in crisi tutti, non lui. Spalletti vuole dare un senso alla sua stagione

Gattuso si è liberato dalla sindrome Nazionale: ha messo in crisi tutti, non lui. Spalletti vuole dare un senso alla sua stagione

Primo con l’umiltà degli ultimi. Rino Gattuso non si ferma. La Lazio ha vinto 9 delle prime 10 partite come mai era riuscita a fare nel corso della sua storia. L’ultima, con il Cagliari, è stata la più complicata e proprio per questo importante, perché conferma la bontà del lavoro e la maturazione del gruppo. Una squadra autarchica e motivata. Pochi acquisti mirati, regole chiare dentro lo spogliatoio e la voglia di andare oltre i propri limiti. È difficile immaginare la Lazio in lotta per lo scudetto sino in fondo, però non soffre di vertigini ed è lassù, con 3 punti sull’Inter e 4 sulla Roma nell’eterno derby della Capitale. E non ha avuto passaggi a vuoto. Ma la vittoria più importante di Gattuso è essere riuscito a liberarsi in fretta della sindrome azzurra, che ha colpito e messo in crisi colleghi più importanti di lui, da Arrigo Sacchi a Roberto Donadoni, da Marcello Lippi dopo il Mondiale in Sudafrica a Cesare Prandelli, da Giampiero Ventura sino a Spalletti. 

Luciano ha vinto il derby tra maledetti toscani con Allegri e proverà a dare un senso alla stagione della Juve che, sino adesso, un senso non ce l’ha. Il 2-0 sul Napoli è stato una risposta di cuore e di pancia, dopo la legnata di Marassi. Spalletti è stato bravo a scegliere Alajbegovic, che ha segnato la rete decisiva e ha azzeccato i cambi: Zhegrova, dentro per l’inutile Kolo Muani, ha messo lo zampino nella prima rete e Boga ha firmato il raddoppio della tranquillità. Lucio rifiata e lascia nei guai Max con cui non va certo d’amore e d’accordo. Il Napoli si è fermato dopo tre buone partite, compresa la Coppa. Le sue stelle sono rimaste a guardare: Hojlund fuori per la febbre, De Bruyne sostituito all’intervallo e McTominay che non è mai riuscito ad accendersi. Nel momento in cui Marianucci è stato espulso la partita non ha avuto più alcun senso. Allegri proprio a Torino voleva svoltare e invece la sua creatura è sprofondata nella mediocrità: ha la metà dei punti della Lazio ed è a 9 punti dal quarto posto del Como. Numeri che assomigliano a una sentenza.

2 novembre 2026, 07:00 - Aggiornata il 2 novembre 2026 , 07:13

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