Economia

Trombone (Coop Alleanza): «Nuovi consumi, priorità ai giovani. Così le cooperative restano centrali»

Trombone (Coop Alleanza): «Nuovi consumi, priorità ai giovani. Così le cooperative restano centrali»

«Il processo di consolidamento, di integrazione, nel settore della grande distribuzione andrà avanti. Stanno cambiando le abitudini di consumo, sarà sempre più necessario un rapporto di collaborazione con le filiere, l’attenzione ai cambiamenti della società. Per questo dovremo essere pronti e avere velocità di reazione. Andare avanti sul modello di una Coop Alleanza 3.0 davvero unica, con una governance più snella». Domenico Livio Trombone, di mestiere fa il commercialista, ma da tre anni guida Coop Alleanza 3.0, la prima cooperativa del sistema Coop Italia, terza insegna della grande distribuzione in Italia con un fatturato che sfiora i 6 miliardi, una rete di 348 punti vendita e oltre 2,2 milioni di soci.

Tre anni di grandi cambiamenti, se solo pensiamo all’impatto dell’inflazione sulle famiglie?
«Vengo da un giro per l’Italia, ho partecipato alle nostre assemblee territoriali, 99. Abbiamo attraversato anni difficili, ma la fusione ormai è una realtà, anche se dovremo andare ancora avanti nell’ integrazione della governance. Le do un numero: per far fronte all’aumento dei prezzi abbiamo investito in convenienza 141 milioni. Le iniziative per calmierare i prezzi significano un impegno di 11milioni solo nei primi mesi di quest’anno. E’ anche per questo che la sfida si può vincere con un rapporto stretto con le filiere….»

Le filiere?
«Sì, dobbiamo continuare a garantire la qualità e questo si può fare soltanto se in questa fase di grande trasformazione riusciamo ad aiutarle. Ormai sono tutte certificate. I costi di trasporto e di energia stanno crescendo, non possiamo riversarli sui clienti. Dobbiamo quindi occuparci ancora di più del percorso che fanno i prodotti per arrivare sui nostri scaffali, dalla produzione e delle filiere. Per conservare la qualità. Stiamo investendo molto sulla rete, che vogliamo rendere sempre più accogliente, investimenti per circa 100 milioni anche per logistica e innovazione. Negli ultimi tre anni abbiamo investito 300 milioni nell’ammodernamento e nell’ efficientamento. Direi che in questa fase il primo impatto è la bellezza dei luoghi nei quali le persone vengono a comprare, ancora prima dell’offerta commerciale»

I supermercati sono anche un sensore della società che cambia…
«Direi antenne molto sensibili. Abbiamo osservato come le famiglie per il timore dell’incremento delle bollette abbiamo cominciato a risparmiare già a gennaio per quelle di marzo. Per questo abbiamo proposto il prezzo bloccato. Ma vediamo anche che la composizione delle famiglie cambia, molti più nuclei composti da una sola persona. E poi i nuovi italiani, che provengono da ogni parte del mondo con le loro abitudini alimentari. L’immigrazione è un fenomeno che sta cambiano la società. Dobbiamo servire questi nuovi clienti, adattare e anticipare l’offerta. Rivolgerci di più ai giovani e investire di più su di loro».

Lo dicono in molti, lo fanno in pochi
«Noi ci crediamo. Abbiamo realizzato team di lavoro composti da giovani, l’età della popolazione sta crescendo ma non dobbiamo perdere di vista le nuove generazioni. Affidandogli anche più incarichi di responsabilità. in fondo questo è anche il dna della cooperazione».

A proposito di questo, i giovani cercano un senso al loro lavoro, spesso...
«Per questo i principi della cooperazione, che deve raggiungere sostenibilità economica senza perdere di vista i valori, la partecipazione dei soci, la governance allargata, sono molto vicini alle nuove generazioni. Vediamo che chi inizia a lavorare nelle coop, spesso ci rimane perché aderisce a un progetto che era sostenibile prima che arrivassero gli obiettivi dell’Onu. Pensi al progetto Green Rock, che stiamo realizzando con Vasco Rossi, dai pasti alla logistica sostenibile. Ecco, i giovani vanno ingaggiati di più. Meglio farli sbagliare che perdere l’occasione del nuovo che possono portare»

Oggi ci sarà l’ assemblea, quali sono le linee guida del futuro ?
«Dovremo diventare ancora di più un’azienda unica, da Lecce a Trieste sentirci un’unica impresa. Certo, legati ai territori ma in questo mondo competitivo bisogno essere più integrati. Vorremmo andare gradualmente dalla governance tradizionale a quella dualistica, un consiglio che dia gli indirizzi strategici e un consiglio di gestione, operativo. Serve più snellezza. Ora il cda è composto di 31 persone. Bisogna essere veloci per cogliere le occasioni».

Come Gs poi andata a Mastrolia.
«Diciamo che la velocità nelle decisioni avrebbe potuto aiutarci. Io sono convinto che il modello cooperativo risponda benissimo alle esigenze attuali di coinvolgimento, valori, sostenibilità. Si tratta solo di renderlo un po’ più veloce».

20 giu 2026 | 10:36

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