Economia

Unicredit verso il controllo di Commerzbank ma con il muro del governo tedesco: cosa succede adesso?

Unicredit verso il controllo di Commerzbank ma con il muro del governo tedesco: cosa succede adesso?

Nell’ultimo giorno di apertura dell’offerta pubblica di scambio, il governo tedesco respinge seccamente l’assalto a Commerzbank di UniCredit che, però, si è intanto portata oltre il 40% del capitale. 

Il «nein» di Berlino, socio al 12,7% di Commerzbank, era scontato dopo le numerose prese di posizione del cancelliere tedesco Friedrich Merz. Questa volta, però, è anche diffusamente motivato. Anzitutto, nel respingere «il comportamento aggressivo di UniCredit», il comitato direttivo interministeriale ha detto di sostenere «la strategia di indipendenza» di Commerz. La seconda banca di Germania «svolge un ruolo importante nel finanziamento dell’economia tedesca e delle piccole e medie imprese» e «in quanto grande datore di lavoro, è centrale per la piazza finanziaria di Francoforte», sottolinea la nota del governo. «Entrambe queste funzioni — prosegue — devono essere garantite anche in futuro».

Sotto il profilo finanziario, infine, Berlino ha giudicato l’offerta di UniCredit «non conveniente» perché priva di «un premio adeguato rispetto all’attuale corso delle azioni Commerz». In realtà, tuttavia, martedì le azioni di Commerz hanno chiuso al di sotto del concambio proposto da UniCredit. Il gruppo di Piazza Gae Aulenti è infatti salito del 4,17% a 77,68 euro a Milano. Ciò significa che il valore corrente dell’offerta sulle azioni Commerzbank è pari a 37,67 euro mentre le azioni dell’istituto tedesco sono passate di mano a 36,37 euro (+0,44%) a Francoforte. Dopo esser stata a sconto durante tutto il periodo delle adesioni, così, l’offerta della banca italiana è andata per la prima volta a premio. E del 3,6%, segno che il mercato vede con favore la possibilità che Commerz confluisca in un gruppo bancario di maggiori dimensioni.

Per sapere se questa eventualità si tradurrà in realtà, occorrerà attendere ancora qualche settimana. Dal 20 giugno, per due settimane, e cioè fino al 3 luglio ci saranno infatti i tempi supplementari dell’offerta, in cui chi non ha aderito potrà farlo e consegnare le proprie azioni. I dati definitivi verranno perciò pubblicati l’8 luglio. Nel frattempo, partita dal 27%, UniCredit si è portata di certo al di sopra del 40% di Commerzbank grazie ad adesioni pari al 12,41% del capitale e al 3,2% di derivati con sottostante azionario. A ciò si aggiungono altri strumenti finanziari che portano l’esposizione potenziale oltre il 55%, ma non sono convertibili in titoli. Questa scalata «insolita» ha generato un aspro scontro fra UniCredit e Commerzbank che si sono reciprocamente accusati di scarsa trasparenza, deferendo la questione alla Bafin, la Consob tedesca. Anche la Procura di Francoforte ha avviato un’indagine preliminare sulla vicenda.

Cosa succederà dopo il 9 luglio, quando si saprà la quota ufficiale e definitiva di UniCredit e Commerz? Se sarà al di sopra del 51%, UniCredit potrà consolidare Commerz a bilancio e prendere il controllo della banca per dare attuazione al piano che prevede 21 miliardi di utile nel 2030. Se sarà ancora al di sotto di questa soglia, la banca guidata da Andrea Orcel potrà acquistare altri titoli sul mercato senza incorrere nell’obbligo di promuovere un’opa. Se infine UniCredit si attesterà a una quota inferiore al 51% ma comunque tale da assicurarle il «controllo effettivo» di Commerz ai sensi del diritto tedesco, scatterà comunque il consolidamento a bilancio.

Al di là del muro di Berlino, insomma, la via appare tracciata e dovrebbe portare Commerz sotto il controllo di UniCredit. A quel punto, il confronto fra i vertici della banca italiana e il governo tedesco si sposterà in consiglio di amministrazione e riguarderà non più temi finanziari ma scelte industriali quali, appunto, il credito alle imprese tedesche e i dipendenti.

17 giugno 2026, 07:36 - Aggiornata il 17 giugno 2026 , 07:37

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