Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva i due atti legislativi che traducono in norme vincolanti l'accordo commerciale raggiunto tra Bruxelles e Washington nell'estate del 2025, conosciuto come accordo di Turnberry. Un passaggio che chiude, almeno sul fronte legislativo europeo, una delle partite più delicate della politica commerciale degli ultimi due anni, quella legata ai dazi imposti dall'amministrazione statunitense e alla trattativa per ridurne l’impatto sulle imprese europee. Il regolamento principale ha raccolto 440 voti favorevoli, 151 contrari e 50 astensioni su 641 votanti. Il testo elimina i dazi su tutte le merci industriali provenienti dagli Stati Uniti e introduce un accesso preferenziale al mercato europeo per un'ampia gamma di prodotti ittici e agricoli statunitensi. Il secondo regolamento, approvato con 444 sì, 152 no e 54 astensioni, riguarda invece la proroga dell'esenzione dai dazi per le importazioni di astice, ora estesa anche al prodotto trasformato.
Rispetto al testo presentato inizialmente dalla Commissione europea, gli eurodeputati hanno introdotto alcuni correttivi che rafforzano la posizione negoziale dell'Ue. Il primo riguarda una clausola di temporaneità: il regolamento sulle importazioni industriali e agroalimentari avrà una durata limitata, fino al 31 dicembre 2029. Entro il 30 giugno di quell'anno la Commissione dovrà presentare una valutazione dell'impatto delle nuove regole su industria, agricoltura e piccole e medie imprese europee.
Un secondo punto riguarda acciaio e alluminio. Nell'agosto 2025 gli Stati Uniti avevano ampliato l'elenco dei prodotti derivati da questi due metalli soggetti a dazi, aggiungendo 407 nuove categorie. Su richiesta del Parlamento, il regolamento prevede ora che la Commissione possa sospendere le concessioni accordate a Washington su questi prodotti se, al 31 dicembre 2026, gli Stati Uniti continueranno ad applicare un'aliquota superiore al 15% sui derivati dell'acciaio e dell'alluminio importati dall’Ue.
Rafforzata anche la clausola di sospensione generale: la Commissione potrà bloccare le concessioni agli Usa se Washington non risponderà alle preoccupazioni europee sul trattamento riservato alle esportazioni dell'Unione, che fino al 24 febbraio 2026 avevano beneficiato di un tetto tariffario onnicomprensivo del 15%. Infine, Parlamento e Consiglio hanno concordato un meccanismo di salvaguardia che entrerebbe in azione nel caso in cui l'aumento delle importazioni statunitensi, favorito dalle nuove preferenze, finisse per danneggiare l'industria europea, agricoltura compresa.
Dopo il voto dell'Aula, il testo dovrà ora ricevere l'approvazione formale del Consiglio. La normativa entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
16 giu 2026 | 14:06