Economia

Altagamma, nel 2026 crescita globale del lusso fino al +2% a 1.470 miliardi

Altagamma, nel 2026 crescita globale del lusso fino al +2% a 1.470 miliardi

Nonostante l’attuale instabilità politica ed economica, il lusso mostra segnali di tenuta e graduale stabilizzazione. Il comparto dell’alto di gamma ha raggiunto globalmente un valore di 1.443 miliardi e, entro la fine dell’anno, si stima possa arrivare a 1.440-1.470 miliardi (+2%). È quanto emerge dai dati aggiornati del Monitor Altagamma-Bain sui mercati mondiali dei beni personali di lusso. «In un contesto di crescente complessità geopolitica ed economica, il lusso continua a dimostrare una notevole capacità di adattamento», ha osservato la neopresidente di Altagamma Giovanna Vitelli. Un settore che per l'Italia rappresenta molto più di un comparto industriale. «Le aziende Altagamma contribuiscono tre volte di più alla crescita del Pil, generano cinque volte più occupazione e versano un ammontare di tributi mediamente 300 volte superiore» ha aggiunto.  

Dopo anni segnati prima dalla crescita impetuosa del post-pandemia e poi dal rallentamento dei consumi, il settore sembra avviarsi verso un nuovo equilibrio. Una crescita moderata ma con un cambiamento profondo nel modo in cui i consumatori si relazionano al lusso. Si è passati dall’acquisto per mostrare uno status Symbol a una condivisione di valori e qualità della vita.  A trainare il settore sono infatti soprattutto le esperienze. Hotellerie di alta gamma, ristorazione, crociere, jet privati e mega yacht crescono a un ritmo superiore rispetto ai beni tangibili, con un incremento medio previsto intorno al 4%. Secondo Bain, la domanda di esperienze cresce una volta e mezzo più velocemente di quella dei prodotti fisici. I beni personali di lusso, dopo il calo del 2% registrato nel 2025 a 358 miliardi di euro, dovrebbero tornare a crescere tra il 2% e il 4% nel corso del 2026, raggiungendo un valore compreso tra 365 e 373 miliardi.Per quanto riguarda i beni personali di lusso — moda, pelletteria, gioielli, orologi, cosmetica e accessori — il mercato dovrebbe tornare a crescere tra il 2% e il 4% nel 2026, raggiungendo un valore compreso tra 365 e 373 miliardi di euro dopo la flessione registrata nel 2025. Si tratta di una crescita giudicata più sana rispetto al passato, meno sostenuta dagli aumenti di prezzo e più legata a un recupero graduale della domanda e dei volumi.

Anche la forte polarizzazione che aveva caratterizzato il settore negli ultimi anni sembra attenuarsi. Se nel recente passato pochi grandi marchi concentravano gran parte della crescita, oggi il recupero appare più diffuso. Circa il 60% degli operatori ha migliorato le proprie performance rispetto a un anno fa e la distanza tra i migliori e i peggiori si è quasi dimezzata.
Sul piano geografico il quadro resta però molto differenziato. Gli Stati Uniti si confermano il principale motore della crescita globale, sostenuti dalla domanda degli under 35 e delle fasce di reddito medio-alte. La Cina mostra segnali di recupero, grazie soprattutto alla ripresa delle vendite digitali, cresciute tra il 25% e il 35% nel primo trimestre dell'anno. Più complessa la situazione europea, che continua a risentire della debolezza dei flussi turistici internazionali e delle ripercussioni delle tensioni geopolitiche nell'area mediorientale.

Tra le categorie merceologiche, la gioielleria continua a distinguersi come il segmento più dinamico, mentre abbigliamento, occhialeria e profumeria mostrano una buona capacità di tenuta. Restano invece più deboli pelletteria e calzature, sebbene emergano segnali di progressivo miglioramento. Nel frattempo cresce il peso del mercato second hand: circa la metà dei consumatori prende oggi in considerazione l'acquisto di prodotti usati prima di rivolgersi al nuovo, mentre le ricerche di borse vintage risultano più che raddoppiate rispetto all'anno scorso.
Un altro fattore destinato a trasformare profondamente il settore è l'intelligenza artificiale. Circa il 50% dei consumatori utilizza già strumenti di AI nel proprio percorso di acquisto, un quarto li impiega per scoprire nuovi marchi e prodotti e due terzi li utilizzano per confrontare offerte e alternative prima della decisione finale. Per i brand la sfida non è più soltanto essere visibili ai consumatori, ma anche agli algoritmi che ne orientano le scelte.

I dati mostrano, pur con velocità diverse tra i vari segmenti, «una crescita moderata del comparto nel suo complesso. Questo pone a me, che oggi affronto il mio primo Consiglio di Amministrazione, la necessità di condividere un piano d’azione e delle linee strategiche per il triennio - ha sottolineato Vitelli -. Il punto centrale del mio mandato sarà capire come sostenere questa crescita, considerando che il contesto esterno presenta ancora complessità non del tutto risolte. Credo sia importante riportare il focus non solo sulle ombre che hanno riguardato alcuni settori nel recente passato, ma anche sull’impatto positivo che questa industria ha nel suo complesso: sia in termini economici — occupazione e moltiplicatore per il Paese — sia in termini culturali, perché i nostri prodotti rappresentano la quintessenza dell’heritage italiano. Sostenere la crescita del lusso significa anche sostenere il tramandarsi della manifattura Made in Italy, altro caposaldo dell’impegno di Altagamma nel prossimo triennio».

25 giugno 2026, 21:03 - Aggiornata il 25 giugno 2026 , 21:05

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