Economia

Icop, l’offerta per Trevi: «L’obiettivo è creare il campione europeo dell’ingegneria del sottosuolo»

Icop, l’offerta per Trevi: «L’obiettivo è creare il campione europeo dell’ingegneria del sottosuolo»

L’obiettivo è creare un campione industriale italiano dell’ingegneria del sottosuolo. Icop, società benefit friulana fondata nel 1920 e specializzata in fondazioni speciali, microtunneling e opere complesse, ha lanciato un’offerta pubblica di scambio sulla totalità delle azioni di Trevi – Finanziaria Industriale, storico gruppo cesenate quotato su Euronext Milan e tra i leader mondiali nelle tecnologie geotecniche. Sommando i bilanci delle due società, il nuovo gruppo supererebbe il miliardo di ricavi e disporrebbe di un portafoglio ordini superiore ai 2 miliardi.

 «Non è un’operazione improvvisata. Ne discutiamo addirittura già dal 2020» ha spiegato Piero Petrucco, amministratore delegato di Icop. L’operazione non prevede il pagamento di denaro contante: chi possiede azioni Trevi e decide di aderire riceverà in cambio azioni Icop di nuova emissione, nella proporzione di 133 azioni Icop ogni mille azioni Trevi conferite. «Abbiamo lanciato un’offerta pubblica di scambio con una valutazione a premio del 20,1% sulla quotazione di venerdì scorso (4,16 euro). Puntiamo a raggiungere almeno il 90% con l’obiettivo di arrivare poi al delisting di Trevi seguendo naturalmente tutte le tempistiche previste dalla Consob». L’operazione è classificata come reverse takeover: Icop, oggi quotata su Euronext Growth Milan, acquisisce un’azienda più grande di sé per ricavi e attivo. L’intenzione finale è ritirare Trevi dalla Borsa, portando l’intero gruppo sotto un’unica insegna quotata sul mercato principale. Dopo l’annuncio dell’Ops Trevi ha chiuso ieri a +11,64% mentre Icop in lieve calo dello 0,32%. Il perfezionamento è atteso nella seconda metà del 2026. La logica dell’operazione però è prettamente industriale. «Icop e Trevi sono due realtà simili e complementari. Abbiamo sviluppato un equilibrio importante tra fondazioni speciali e microtunnelling» ha aggiunto Petrucco. Da una parte, infatti, c’è Icop, leader nel microtunneling e nelle tecniche di posa delle infrastrutture sotterranee senza scavo a cielo aperto, dall’altra Trevi, che dal canto suo aggiunge competenze geotecniche storiche (ha partecipato alla ricostruzione di Ground Zero a New York). 

La complementarietà si ritrova anche nelle geografie. «Ci sono mercati dove Trevi è più forte, come la Spagna, mentre noi siamo molto forti in Francia (stanno lavorando alla Linea 18 della metropolitana di Parigi, ndr) e in Germania nel microtunnelling. Negli Stati Uniti l’integrazione è ancora più evidente: lì operiamo soprattutto nel mercato dei data center concentrati in particolare in Virginia. Trevi, invece, è presente nel settore delle opere militari e della difesa, oltre che nelle grandi infrastrutture. L’unione delle nostre forze in questo mercato è molto rilevante». Le sinergie attese, a pieno regime entro quattro anni, valgono tra i 55 e i 75 milioni di euro annui di margine operativo aggiuntivo. «Non costruiamo soltanto un gruppo più grande. Vogliamo costruire una piattaforma industriale italiana di standing globale più tecnologica».

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