La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che il presidente Donald Trump, per ora, non può procedere al licenziamento della governatrice della Federal Reserve Lisa Cook. La decisione, adottata con cinque voti a favore e quattro contrari, rappresenta una battuta d'arresto per il presidente americano e preserva l’indipendenza della Federal Reserve.
Il presidente aveva ordinato il licenziamento della governatrice per presunte irregolarità sui mutui ipotecari. Cook aveva respinto le accuse, dichiarando di «non avere alcuna intenzione di farsi intimidire e di dimettersi dal suo incarico a causa di alcune questioni sollevate in un post».
Il presidente della Corte Suprema, John Roberts, ha spiegato che consentire a Trump di rimuovere Cook aprirebbe la strada alla possibilità per il presidente di rimuovere un membro della Federal Reserve in qualsiasi momento, per qualsiasi motivo, senza preavviso e senza alcun controllo giudiziario successivo.Il presidente Roberts, e il collega conservatore Brett Kavanaugh si sono schierati contro il licenziamento di Cook insieme ai tre giudici liberali della Corte Sonia Sotomayor, Elena Kagan e Ketanji Brown Jackson.
In un’altra sentenza, sempre lunedì 29 giugno, la Corte Suprema ha riconosciuto al presidente ampi poteri per rimuovere, senza dover fornire motivazioni, i vertici di altre agenzie federali indipendenti. Le due decisioni, secondo il Wall Street Journal, rappresentano di fatto un verdetto contrastante sul tentativo di Trump, nel suo secondo mandato, di rafforzare il controllo dell'esecutivo sulle autorità indipendenti.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha inflitto un secondo colpo al presidente Usa, annunciando che non esaminerà il ricorso presentato da Donald Trump contro il verdetto emesso da una giuria federale di New York che aveva condannato l'allora ex presidente a risarcire con 5 milioni di dollari la scrittrice E. Jean Carroll, per averla abusata sessualmente e diffamata. In un procedimento distinto, un'altra giuria federale di Manhattan aveva stabilito nel 2024 che Trump era civilmente responsabile per aver diffamato Carroll, assegnandole un risarcimento di 83,3 milioni di dollari. Anche quella sentenza è oggetto di appello davanti a una corte federale di grado inferiore, ma non è stata esaminata dalla Corte Suprema.
29 giugno 2026, 17:44 - Aggiornata il 29 giugno 2026 , 17:45