Il Mondiale più grande della storia non sta battendo record soltanto sul campo. Con 48 nazionali, 104 partite e tre Paesi organizzatori – Stati Uniti, Canada e Messico – la Coppa del Mondo 2026 è diventata anche il più grande evento economico mai costruito attorno al calcio. Mentre milioni di tifosi seguono le partite, dietro le quinte si muove una macchina che vale decine di miliardi di dollari: ricavi record per la Fifa, prezzi dei biglietti senza precedenti, sponsor, diritti televisivi e un mercato delle scommesse destinato a raggiungere nuovi massimi storici.
Secondo il Financial Times, la Fifa prevede che il quadriennio 2023-2026 si chiuderà con 13 miliardi di dollari di ricavi, il 72% in più rispetto al ciclo precedente e oltre il doppio rispetto al periodo 2015-2018. Di questi, 8,9 miliardi arriveranno dal solo Mondiale nordamericano, destinato a diventare il torneo più redditizio mai organizzato dalla federazione internazionale.
A trainare la crescita non saranno soltanto i diritti televisivi, destinati a generare quasi 4 miliardi di dollari, o le sponsorizzazioni, che valgono circa 1,8 miliardi. La vera sorpresa è rappresentata dai biglietti e dai pacchetti hospitality, da cui la Fifa conta di incassare oltre 3 miliardi di dollari, più del triplo rispetto alle edizioni precedenti.
A pesare sono certamente le 104 partite, quaranta in più rispetto al Qatar 2022, ma anche una politica commerciale molto più aggressiva. Per la prima volta la Fifa gestisce direttamente una piattaforma ufficiale di rivendita dei biglietti, trattenendo una commissione del 15% sia dal venditore sia dall'acquirente. In pratica, per ogni mille dollari di tagliandi rivenduti, nelle casse della federazione entrano altri 300 dollari.
Una strategia che non è però priva di polemiche. Negli Stati Uniti i procuratori generali di New York e del New Jersey hanno avviato verifiche sui prezzi dei biglietti, giudicati da alcune associazioni di consumatori e tifosi eccessivamente elevati. Sempre secondo il Financial Times, seguire la propria nazionale fino alla finale può costare oltre cinque volte più che nel Mondiale del 2022.
Se la Fifa festeggia i ricavi, un'altra industria vive settimane d'oro. Secondo un'analisi di Macquarie riportata da Reuters, il volume globale delle scommesse legate al Mondiale potrebbe superare i 50 miliardi di dollari, contro i circa 35 miliardi stimati per il Qatar 2022. A favorire questa crescita sono il nuovo formato del torneo, gli orari favorevoli ai mercati occidentali e soprattutto l'espansione del gioco regolamentato negli Stati Uniti, dove oggi circa il 65% della popolazione vive in Stati che consentono le scommesse sportive, contro il 40% di quattro anni fa.
Flutter Entertainment, proprietaria di marchi come FanDuel, Betfair, Paddy Power e Sisal, definisce il torneo «il più grande evento di betting di tutti i tempi» e prevede di gestire circa 10 milioni di clienti sulle proprie piattaforme, con picchi fino a 100 mila scommesse al minuto durante le fasi più concitate delle partite. Il gruppo stima inoltre un volume complessivo delle giocate almeno doppio rispetto al Mondiale del Qatar.
Anche i primi dati sembrano confermare il trend. Le gare inaugurali di Brasile e Stati Uniti sono diventate gli eventi calcistici con il maggior numero di utenti attivi nella storia di FanDuel, mentre DraftKings ha registrato un aumento di cinque volte del volume delle giocate rispetto alle prime giornate del Mondiale 2022 e una crescita dell'87% nei volumi dei mercati di prediction trading.
Dietro questo boom non ci sono soltanto i tradizionali operatori delle scommesse. Attorno ai grandi eventi sportivi si è sviluppato un ecosistema composto da società che raccolgono dati in tempo reale, piattaforme tecnologiche, algoritmi che aggiornano continuamente le quote e aziende specializzate nella gestione del rischio.
Secondo un'analisi diffusa da Davide Renna, sport trader professionista, durante il Mondiale del Qatar il gruppo Sportradar, leader mondiale nelle tecnologie per il betting e nei dati sportivi, aveva raggiunto un volume annualizzato di 19,4 miliardi di euro nei servizi di managed trading, registrando proprio nel trimestre della Coppa del Mondo una crescita del 75% dell'attività.
«Questa edizione dei Mondiali è molto più di una semplice competizione calcistica», osserva Renna. «I dati mostrano come il trading sportivo stia assumendo un ruolo strategico nell'economia dello sport. Attorno alle partite si muove ormai un sistema fatto di analisi dei dati, algoritmi, piattaforme tecnologiche e mercati in tempo reale che coinvolge operatori in tutto il mondo».
Secondo le stime diffuse da SportRadar e richiamate da Renna, il turnover mondiale delle scommesse sportive ha già superatoi 1.450 miliardi di euro l'anno, con il calcio che continua a rappresentare il principale motore dell'intero comparto.