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Caldo, sui ghiacciai delle Alpi lo zero termico sopra 4.500 metri

Caldo, sui ghiacciai delle Alpi lo zero termico sopra 4.500 metri

L'ondata di caldo di questi giorni sta mettendo in difficolta ìi ghiacciai alpini, dove lo zero termico è arrivato sopra 4.500 metri. Lo dice all'ANSA Carlo Barbante, di Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche e Università Ca' Foscari di Venezia, riferendosi all'altitudine alla quale la temperatura arriva a 0 gradi, confine che separa la zona dove la neve che cade è maggiore di quella che si scioglie e la zona più a valle dove avviene l'opposto. Sulle Alpi, questa linea che nella seconda metà del Novecento si trovava intorno ai 2.950 metri è ora arrivata in media a 3.300-3.400 metri e il caldo eccezionale di questi giorni l'ha portata ancora più in alto.

Ciò pone rischi per la stabilità dei ghiacciai: "scioglimenti ingenti possono provocare cedimenti e - sottolinea Barbante - ci sono ghiacciai che sono costantemente monitorati proprio per questo motivo". Di conseguenza "la situazione dei ghiacciai alpini è critica, ma per fare un bilancio bisognerà attendere, come sempre, la fine dell'estate", osserva l'esperto. "Il problema è anche che la copertura nivale è molto scarsa e dunque si sta già facendo sentire l'effetto legato alla siccità dei fiumi, comincia a mancare l'acqua", aggiunge Barbante, che è anche coordinatore del progetto europeo Beyond Epica, che mira a ricostruire la storia climatica della Terra grazie a carote di ghiaccio.

Nelle ultime settimane, anche in alta quota si sono registrate temperature notturne superiori ai 20 gradi, le cosiddette 'notti tropicali', e in alcune zone si sono superati i 30 gradi a più di 800 metri di quota. La vita di un ghiacciaio dipende soprattutto dalla quantità di neve che cade in inverno e da quella che si scioglie in estate. "Si tratta di un delicato equilibrio e i bilanci di massa dei ghiacciai sono sempre più negativi. Negli ultimi tre anni - aggiunge - hanno già perso il 10% della loro massa".

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